Lorenzo Cameli, a 17 anni il record mondiale di lunga percorrenza con Laser in solitario

di Lorenzo Capezzuoli Ranchi
Compirà 18 anni il prossimo 16 dicembre, ma ha già battuto un record del mondo: alle 3 del mattino di domenica 4 agosto Lorenzo Cameli ha compiuto con il suo laser la storica traversata di 140 miglia fino all’isolotto di Pomo, in Croazia, e ritorno. Una sfida che ha compiuto in circa 36 ore: il giovane marinaio è infatti partito dal porto della città marchigiana venerdì 2 agosto alle 17:20. Un'impresa che ha portato a termine da solo: sulla piccola barca infatti il giovane ha potuto contare solo sulle sue forze.
 
 


Quando è nata l’idea?
«Un mese fa: ero a cena con il mio allenatore Andrea Patacca e ci siamo proposti di fare qualcosa di significativo, che lasciasse il segno. E così abbiamo iniziato a studiare le carte, contare miglia, cercare punti raggiungibili con il laser; finché non abbiamo trovato lo scoglio di Pomo. 70 miglia nautiche da San Benedetto del Tronto. Fra andata e ritorno ho percorso circa 260 chilometri, 140 miglia. Il mio allenamento? Molte ore in palestra e tanto esercizio in mare aperto: d’inverno esco 3 volte a settimana, l’estate arrivo anche a cinque».

Che tipo di barca ha utilizzato?
«Ho navigato con il laser, una barca a vela singola e particolarmente impegnativa dal punto di vista fisico: ha una grande superficie velica, ma lo scafo è piccolo e molto leggero. Misura 4 metri e 20 e non ha alcuna cabina. Si tratta di una imbarcazione molto nota, e viene utilizzata anche dagli olimpionici: io mi ci alleno da tanti anni e la conosco bene».

Ha incontrato difficoltà?
«Non è stato facile, soprattutto durante le prime ore: siamo partiti con un vento da sud non troppo forte, ma poco dopo ci ha raggiunto un grande temporale che proveniva da nord con venti fino a 50 nodi (oltre 90 km/h). È stata una notte piuttosto intensa: il vento è poi calato, ma si è alzata l’onda. Ho scuffiato e sono finito in acqua: erano le 22 di venerdì sera e sono stato a cavallo del laser capovolto per circa 10 minuti, aspettando che si calmasse un poco il vento prima di tentare di rigirare la barca».

Ha mai pensato di mollare?
«Mai, anche con la barca capovolta mi sono detto di non cedere: tenevo troppo a questa sfida. Mi sono fatto coraggio, mi sono organizzato e sono ripartito. Ero troppo motivato, volevo portare a termine il mio viaggio».

E così ha battuto il primato precedente…
«Sì, la distanza massima coperta no-stop con un laser era di 112 miglia, tratta coperta dall’australiano Michael Blackburn: nel 2005 lui navigò con il laser dall’Australia alla Tasmania e ritorno, sostenendo però una preparazione un po’ diversa dalla mia… è un olimpionico… (sorride, ndr) quindi si era allenato un po’ di più di me…».

E adesso?
«Mi sono riproposto di puntare a qualche altra sfida, magari l’anno prossimo per cercare di fare qualcosa di ancora più significativo. Ora però c’è da affrontare l’esame di maturità (ride, ndr)».
Lunedì 5 Agosto 2019, 16:15
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