Dal Governo no a lockdown nazionale: «Nuove strette da venerdì». Brusaferro rassicura Conte sulle scuole

Dal Governo no a lockdown nazionale: «Nuove strette da venerdì». Brusaferro rassicura Conte sulle scuole

No a un Lockdown Nazionale. Mentre è ancora in corso a Palazzo Chigi il vertice del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza Franceschini, Bonafede, Speranza e Bellanova, il ministro Boccia e il sottosegretario Fraccaro, emergono i primi particolari sui contenuti della riunione - da poco conclusa - con il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro e al presidente del Css Franco Locatelli. 

 

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SULLA SCUOLA A quanto apprende l'Adnkronos, Brusaferro avrebbe spiegato ai presenti che, sul fronte scuola, la fascia più a rischio contagi è quella che va dai 14 ai 18 anni, secondo quanto riferiscono fonti di governo presenti all'incontro. Si tratta degli studenti delle scuole superiori, già costretti alla didattica a distanza al 100% dall'ultimo Dpcm. Una rassicurazione che spingerebbe, almeno allo stato attuale, a continuare a tenere le scuole aperte, salvo la stretta già decisa dall'ultimo Dpcm sulle zone rosse, con la scuola in presenza solo fino alla prima media.

 

Il dossier scuola registrava distanze tra la posizione dei 5 Stelle e Italia viva da un lato e il Pd dall'altra. Non sarebbe invece sul tavolo della riunione tra il premier Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza un lockdown nazionale da adottare a stretto giro, ipotesi circolata con insistenza nelle ultime ore. «Abbiamo un metodo scientifico che ci consente di stringere e allargare le maglie nei singoli territori, a seconda delle esigenze, andiamo avanti con quello», ha spiegato all'Adnkronos una fonte di governo.

 

NUOVE STRETTE Nel corso della riunione sono stati analizzati inizialmente tutti i dati della situazione, a livello nazionale e regionale: si ragiona soprattutto sulle strette da adottare localmente, con i 5 Stelle che chiedono un'accelerazione sulla Campania, bollando l'area gialla assegnata alla Regione guidata da Vincenzo De Luca come «una presa in giro». Intanto si attendono le misure dei governatori di Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, che dovrebbero optare per provvedimenti restrittivi comuni per le tre regioni in una ordinanza che potrebbe arrivare nella giornata di domani. 

«Quel tipo di lockdown di marzo, con tutti gli interruttori staccati e il Paese al minimo, lo dico
chiaramente non ce lo avremo, non possiamo permettercelo. Non reggerebbe il Paese. Questo non esclude che facciamo dei lockdown rigorosi e territoriali come quelli che abbiamo già iniziato». Così il ministro Boccia a Porta a Porta su Rai Uno che andrà in onda stasera.

 

Per quanto riguarda le "nuove strette", l'iter è questo: oggi l'arrivo dei nuovi dati dalle Regioni, domani l'elaborazione e venerdì la procedura di valutazione che potrebbe portare ad altre aree «arancioni» o «rosse». Un iter ribadito, a quanto apprende l'ANSA, nella riunione del premier Conte con i capi delegazione di maggioranza e il ministro Boccia. La scelta resterebbe quella di lasciare che siano le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza a imporre nuove strette nelle Regioni dove i dati del contagio siano peggiorati. Quanto alla possibilità di misure più restrittive, ad esempio sull'apertura dei negozi nel weekend, la decisione sarebbe rinviata alle ordinanze delle Regioni, che possono sempre adottare misure più rigorose di quelle nazionali del governo. 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 12 Novembre 2020, 10:21
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