Spari della guardia costiera libica contro tre pescherecci italiani: ferito il comandante dell'“Aliseo”

Spari della guardia costiera libica contro tre pescherecci italiani: ferito il comandante dell'“Aliseo”

Il comandante di un peschereccio italiano, l'Aliseo, sarebbe rimasto ferito a un braccio e alla testa «dopo essersi spostato velocemente sull'imbarcazione» e «non perché raggiunto dai proiettili della Guardia costiera libica». La motovedetta libica avrebbe sparato «colpi di avvertimento» e «non contro i pescherecci siciliani» a circa 75 miglia a nord est di Tripoli. In particolare, la Guardia costiera libica avrebbe esploso alcuni colpi di arma da fuoco di avvertimento intimando all'Aliseo e a ad altri due pescherecci, tra cui l'Artemide, di fermarsi. La nave Libeccio della Marina Militare sta ora intervenendo in soccorso del marinaio italiano ferito. Il Libeccio, che si trovava a poche miglia dalle due imbarcazioni italiane, è stata autorizzata dai libici ad approntare il soccorso. I due motopesca sono stati rilasciati.

 

La vedetta libica Obari sta rientrando adesso su Khoms e non su Misurata. Il Comandante della motovedetta esclude che il Comandante Giacalone «sia stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco». Il motopeschereccio Aliseo è adesso in navigazione verso Mazara del Vallo dove arriverà domani.

 

I tre pescherecci si trovavano in zona pesca libica

 

I tre pescherecci italiani si trovavano «all'interno della Zona di protezione di pesca (Zpp) libica, nelle acque della tripolitana», quando sono stati fatti oggetto di alcuni colpi di avvertimento da parte di una motovedetta Libica. È quanto afferma la Marina Militare sottolineando che subito dopo i colpi, il comandante dell'Aliseo è stato portato a bordo della motovedetta libica «per presunti accertamenti medici e poi rilasciato. Sia Aliseo, che è ancora nella zona, sia i pescherecci Artemide e Nuovo Cosimo, in navigazione verso nord, sono liberi. Il comandante di Aliseo è stato sottoposto a controlli sanitari su nave Libeccio. Già tre giorni, afferma ancora la Marina, i motopesca Artemide, Aliseo e Nuovo Cosimo, assieme ad altre 4 imbarcazioni italiane, erano stato oggetto di un tentativo di sequestro sempre all'interno della Zpp libica. Un sequestro sventato grazie al «tempestivo intervento» di nave 'Alpinò della Marina. La Fregata Libeccio si trova attualmente ancora nella zona dove si sono verificati gli spari, in supporto all'Aliseo.

 

Comandante ferito ad un braccio
 

È stato ferito ad un braccio il comandante del peschereccio Aliseo, uno dei tre della flotta di Mazara del Vallo verso i quali sono stati sparati alcuni colpi d'avvertimento da parte di una motovedetta Libica. La notizia è stata comunicata alla fregata Libeccio appena la nave della Marina ha raggiunto la zona in cui si trovavano i motopesca.

 

Erano dunque tre i pescherecci italiani che si trovavano in una zona definita «ad alto rischio» verso i quali una motovedetta libica ha sparato alcuni colpi di avvertimento che hanno ferito il comandante di una delle tre imbarcazioni. Lo ricostruisce la Marina Militare che sta ancora operando nella zona - 35 miglia a nord della costa di Al Khums - e che è intervenuta con la fregata Libeccio. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini è costantemente aggiornato sugli sviluppi della situazione.

 

Il motopesca Aliseo è stato liberato. Lo ha confermato Alessandro Giacalone, armatore del mezzo e figlio di Giuseppe, il comandante rimasto ferito lievemente. Il giovane ha avuto conferma tramite una telefonata con un cellulare satellitare ricevuta dal fratello Giacomo, attualmente a bordo dell'Anna Madre, l'altro peschereccio della società, che si trova anch'esso in battuta di pesca. L'Aliseo è già in navigazione verso le coste siciliane.

 

Urso: «Secondo episodio in pochi mesi, il Governo riferisca»
 

«Chiediamo che il Governo italiano venga in Aula a fine seduta a riferire su quanto accaduto relativamente ai due pescherecci.- queste le parole del senatore di Fratelli d'Italia Adolfo Urso - Si tratta del secondo episodio in pochi mesi e pretendiamo che il Governo ci riferisca nel merito». 

 

 Sette mesi fa circa, infatti, già due pescherecci erano finiti nel mirino della Guardia Costiera libica. L'episodio si era tradotto nel sequestro di 18 pescatori di Mazara Del Vallo, da parte delle milizie libiche, a circa 40 miglia a Nord di Bengasi, in acque internazionali, perché accusati di aver pescato in acque libiche.
«Me l'aspettavo che sarebbe successo.- È la denuncia di Fayrouz Hedi Ben Thameur, figlia e fratello di due pescatori che a settembre furono sequestrati- Forse il governo aspetta il morto. Noi ancora stiamo aspettando gli indennizzi promessi dal governo». 

 

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La Marina libica, che controlla la Guardia costiera, smentisce però di aver sparato «contro» i pescherecci italiani ma ammette che sono stati esplosi «colpi di avvertimento in aria» per fermare imbarcazioni da pesca che a suo dire avevano sconfinato in acque territoriali libiche. «Non ci sono stati colpi esplosi contro imbarcazioni, ma colpi di avvertimento in aria», chiarisce il commodoro Masoud Ibrahim Abdelsamad, portavoce della Marina libica senza fornire per il momento ulteriori dettagli sull'incidente.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 6 Maggio 2021, 22:41
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