Del Vecchio, dall'orfanotrofio a un impero da 65 miliardi. Per il compleanno regalò 40mila azioni ai dipendenti

Del Vecchio, dall'orfanotrofio a un impero da 65 miliardi. Per il compleanno regalò 40mila azioni ai dipendenti

A Milano li chiamavano martinitt, quelli come lui. Orfanelli, cresciuti in collegio, perché sua mamma, rimasta vedova, voleva «toglierlo dalla strada». Leonardo Del Vecchio ha cominciato la sua vita così, senza carte in mano e senza diritti di nascita. E l’ha chiusa a 87 anni, lasciando agli eredi un impero da 65 miliardi di euro e uno personale di 25. Ma l’immenso patrimonio, che ha reso il fondatore di Luxottica il secondo uomo più ricco d’Italia e il 62° nel mondo, non dà la misura della statura del grande imprenditore.

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La notizia della sua morte - avvenuta ieri mattina al San Raffaele di Milano per le conseguenze di una polmonite - ha aperto i siti di news di tutto il mondo. Draghi lo ha ricordato così: «È stato un grande italiano». Stesse parole anche dell’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, che aggiunge: «Ne sentirò la mancanza come amico e come uomo di princìpi». In lutto anche Giorgio Armani: «Perdo un grande amico». Per Lapo Elkann, «una leggenda». I suoi 4600 dipendenti dello stabilimento di Agordo, Belluno, scrivono sui social: «Eri il nostro papà». Quando aveva compiuto 80 anni, regalò ai suoi ottomila dipendenti italiani 40mila azioni, per 9 milioni di euro complessivi.

 

È la storia di un imprenditore illuminato, di un self made man di stampo anglosassone, quella di Leonardo Del Vecchio. A 15 anni, dopo il diploma di scuola media, va a lavorare come garzone alla Johnson, una fabbrica di medaglie e coppe. Alla sera studia design all’Accademia di Brera. Quando padroneggia il mestiere, va all’avventura: apre una piccola bottega a Agordo, in provincia di Belluno. Nel giro di soli tre anni la bottega diventa Luxottica, produttrice di semilavorati per altri produttori che poi assemblano gli occhiali finiti, con 14 dipendenti. Nel 1967 il grande passo: produce la propria linea di occhiali con il marchio Luxottica. Da lì, il successo, anche negli Stati Uniti. Dal 1995 Luxottica è il maggior produttore e distributore sul mercato ottico mondiale. Anche i Ray Ban sono del gruppo. Arriva prima la quotazione in borsa a New York, poi Milano, nel dicembre 2000. Via via fino alla fusione con la francese Essilor per creare EssiloLuxottica, un gruppo che oggi conta più di 180mila dipendenti. Azionista tra l’altro di Mediobanca, Generali e Covivio, la sua ricchezza attraverso l’holding di famiglia Delfin quest’anno è stata valutata dalla rivista Forbes in circa 25 miliardi di euro.

Ora a capo del gigante da 65 miliardi di capitalizzazione lascia il fidato Francesco Milleri. La sua successione, ampiamente preparata, tra i figli Claudio, Paola (dal primo matrimonio con Luciana Nervo), Leonardo Maria (dalla moglie Nicoletta Zampillo che ha risposato nel 2010), Luca e Clemente, avuti dalla ex-compagna Sabina Grossi.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 8 Luglio 2022, 15:39
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