Una 'Terra dei Fuochi' anche a sud di Roma, 'Le Iene': "Boom di tumori nella zona"

Una 'Terra dei Fuochi' anche a sud di Roma, 'Le Iene': "Boom di tumori nella zona"

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Una 'Terra dei Fuochi' anche a due passi da Roma? È l'interrogativo che emerge dopo un servizio de 'Le Iene', realizzato da Nadia Toffa, che ha analizzato i casi anomali di varie forme di tumori, tra cui linfomi e melanomi anche rarissimi, che sono stati registrati nella Valle del Sacco, la zona che prende il nome dall'omonimo fiume e che si trova a ridosso tra le province di Roma e Frosinone.

Le analisi del sangue a cui si sono sottoposti molti abitanti della zona mostrano dei livelli eccessivamente alti e anomali di beta-esaclorocicloesano, una sostanza altamente tossica. Inoltre, negli anni scorsi, in seguito ad analisi analoghe le Asl locali avevano ordinato l'abbattimento di diversi capi di bestiame. Il motivo è molto semplice: i terreni della zona, grazie anche al veicolo del fiume Sacco, sono altamente contaminati. Ma com'è stato possibile trasformare quest'area in quella che oggi viene chiamata 'Valle dei veleni'?



La risposta è molto semplice: sin dagli anni '60, con lo sviluppo dell'industria anche in queste aree rurali, lo smaltimento dei rifiuti avvenne senza i limiti previsti dalle leggi odierne. Alcuni pensionati, ex dipendenti delle industrie, hanno confermato di aver sotterrato rifiuti tossici, ma c'è chi sostiene che questo sia avvenuto anche in tempi più recenti. Contadini e allevatori hanno invece dichiarato: «Molti animali sono morti, altri sono nati malformati. Le persone, però, hanno bevuto il latte delle mucche e mangiato la carne del bestiame».

Il problema non solo è stato sottovalutato dalle istituzioni, ma persiste ancora oggi: alcuni terreni sono stati interdetti ed è vietato prendere da lì il foraggio per il bestiame, ma è bastato rimuovere e nascondere i cartelli di divieto per aggirare le norme. Gli abitanti, però, chiedono giustizia: c'è chi ha perso una figlia a 15 anni e chi invece ha visto i figli crescere tra mille problemi in seguito a violentissime forme tumorali. La quantità di casi è decisamente anomala, e anche se il (ridotto) campione di mozzarelle di bufala locali non presenta tracce di beta-esaclorocicloesano, 'Le Iene' hanno chiesto l'intervento del Ministero della Salute.
Domenica 19 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 22:55
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