Italiani in sovrappeso e più sedentari dopo due anni di pandemia. E 5,6 milioni sono in povertà assoluta

Italiani in sovrappeso e più sedentari dopo due anni di pandemia. E 5,6 milioni sono in povertà assoluta

di Alessandra Severini

Cure rinviate, prevenzione neanche a parlarne, abuso di alcol e povertà in aumento. I due anni di pandemia lasciano effetti drammatici sulla salute e sulle condizioni economiche degli italiani e, purtroppo, le conseguenze continueranno a farsi sentire a lungo.

MENO VISITE. Secondo il XIX Rapporto Osservasalute 2021, curato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane le prime visite specialistiche e le visite di controllo nel 2020 e nel 2021 sono diminuite di circa un terzo. Moltissime le attività chirurgiche e ambulatoriali rinviate mettendo a rischio la continuità assistenziale per i pazienti con patologie acute e croniche.

ANSIA E DEPRESSIONE. Nel 2020 il consumo di antidepressivi è aumentato in tutte le regioni rispetto al 2019, con il più alto incremento in Umbria (da 55,1 a 57,1 dosi giornalieri per mille abitanti; +3,6%) e il più basso nella provincia autonoma di Bolzano (da 56,0 a 56,1 dosi giornaliere per mille abitanti; +0,2%). Dal 2019 al 2020 si è assistito poi a un aumento dei consumi di alcolici pari al +6,5% per gli uomini e al +5,6% per le donne.

PIÙ CIBO MENO SPORT. Alla riduzione delle cure si è affiancata l’adozione di stili di vita poco sani. Gli italiani si sono mossi di meno e hanno mangiato di più: un quarto della popolazione adulta riferisce di aver mangiato di più durante il primo lockdown, con quote particolarmente elevate tra i giovani (39,5% tra i ragazzi di età 18-24 anni). Nel 2020 il 36,1% della popolazione adulta risulta in sovrappeso, più di uno su 10 è obeso (11,5%). Complessivamente, il 47,6% degli over 18 ha chili di troppo. Complici le chiusure e le restrizioni, inoltre è diminuita la quota di sportivi regolari: nel 2020 poco più di un italiano su tre praticava attività sportiva.

POVERTÀ. Secondo l’Istat anche nel 2021 la percentuale di poveri è rimasta altissima, dopo i massimi storici toccati nel 2020. L’anno passato erano in condizione di povertà assoluta poco più di 1,9 milioni di famiglie (il 7,5% del totale dal 7,7% nel 2020) e circa 5,6 milioni di individui (il 9,4% come l’anno precedente). L’area di maggior disagio si conferma il Mezzogiorno dove è al 10,0% la percentuale di famiglie che si trovano in povertà assoluta (erano il 9,4% l’anno precedente), mentre sono il 6,7% al Nord (in calo dal 7,6%), e il 5,6% al Centro.

FUTURO A RISCHIO. Secondo gli esperti gli effetti della pandemia non sono esauriti. Le difficoltà del servizio sanitario, il rischio di una ripresa dei contagi in autunno potrebbero peggiorare ancora i livelli di assistenza sanitaria, mentre il caro energia rischia di trascinare ancora più famiglie sotto la soglia di povertà.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Giugno 2022, 19:24
© RIPRODUZIONE RISERVATA