Irene Margherito uccisa dal cognato dopo una lite, lo strazio della figlia: «Mamma ti farò giustizia». Oggi l'interrogatorio in carcere

Martedì 28 maggio si sono svolte le attività di prelievo degli organi della 47enne

Irene Margherito uccisa dal cognato dopo una lite, lo strazio della figlia: «Mamma ti farò giustizia»

di Redazione web

«Mamma ti prometto che ti farò giustizia». È la frase, apparsa su un commento social, di Natalia Sardella, figlia di Irene Margherito, la 47enne di Brindisi, morta in ospedale  martedì 28 maggio dopo essere stata colpita alla testa da un proiettile sparato da suo cognato, Adamo Sardella, 55 anni, al culmine di una lite avvenuta domenica scorsa a Mesagne. Per l'uomo, che si trova ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario e tentato omicidio nei confronti del compagno della vittima, è in corso dalle 10 l'udienza di convalida dell'arresto. L'interrogatorio si tiene nel carcere di Brindisi davanti alla gip Stefania De Angelis.

La morte di Irene Margherito

Margherito è stata colpita da un proiettile al capo domenica poco dopo le 13 al culmine di una lite lungo la complanare della statale 7 tra Mesagne e Brindisi.

Le indagini per ricostruire la dinamica dell'accaduto sono coordinate dalla Procura di Brindisi e condotte dagli agenti del commissariato di Mesagne e della squadra mobile di Brindisi.

Gli organi donati

Martedì 28 maggio si sono svolte le attività di prelievo degli organi della 47enne. Le attività sono cominciate nel primo pomeriggio e sono state eseguite dall'équipe di Chirurgia generale e Cardiochirurgia del Policlinico di Bari che hanno lavorato insieme a quella di Urologia di Brindisi e al team di Anestesia e Rianimazione e del blocco operatorio dell'ospedale. La donna, spiegano dall'Asl Brindisi, «aveva formalmente espresso in vita la volontà di donare i suoi organi e i familiari hanno rispettato la sua decisione senza esitazione». 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 29 Maggio 2024, 13:27
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