Gap digitale, italiani fermi al palo: solo 22esimi in Europa. Meglio l'offerta (14esimi) che la domanda (23esimi)
di Domenico Zurlo

Gap digitale, italiani fermi al palo: solo 22esimi in Europa. Meglio l'offerta (14esimi) che la domanda (23esimi)

Complice anche il lockdown, l’Italia del digitale è migliorata ma non ancora abbastanza: più infrastrutture e utilizzo della Rete però in Europa gli altri corrono più veloci almeno secondo l’indice europeo sullo sviluppo delle reti e dei servizi digitali curato dall’Istituto per la competitività. L’indice I-Com Ultrabroadband Index, giunto alla settima edizione, rientra infatti in una ricerca dal titolo “Tutte le strade portano al digitale”, che verrà presentata domani. Diverse le variabili considerate, tra cui il grado di penetrazione e di copertura della banda larga (anche nelle aree rurali), la copertura 4G, la percentuale di connessioni fisse con velocità superiore a 100 Mbps, lo sviluppo dell’e-commerce e quanto tempo effettivamente le persone stanno su internet. 

 

 


Offerta (cioè la copertura delle infrastrutture) e domanda (l’utilizzo della rete da parte degli utenti) portano a tre diversi indici. Nell’IBI generale a fare la voce grossa è la Svezia (100, con il 76% delle famiglie che ha un abbonamento internet a una velocità superiore a 100 Mbps) seguita da Lussemburgo e Danimarca (97,3): l’Italia si trova al 22° gradino ma sta riducendo il distacco. 

 


Molto bene l’indice sul piano dell’offerta, campo che vede una forte convergenza tra i vari Paesi europei: qui comanda il Lussemburgo (100), seguito da Lettonia (99,7) e Spagna (99,5). L’Italia (+2,7 rispetto al 2018, a quota 87) si piazza alla 14esima posizione. Più disomogenea la situazione sul piano della domanda: in vetta c’è ancora la Svezia (100) mentre l’Italia è tra i fanalini di coda, al 23° posto: peggio di noi solo Cipro, Croazia, Grecia e Bulgaria. Siamo stati superati anche dalla crescita imponente dell’Ungheria. 

 


Eppure c’è speranza. L’Italia si colloca tra i Paesi “fast mover”, cioè abbiamo uno sviluppo digitale inferiore con una buona dinamica di crescita nel tempo tranne che per l’offerta digitale, ancora troppo statica. In pratica, con gli stessi “attori” di tanto tempo fa.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Ottobre 2020, 14:01
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