Un 2024 con l’inflazione in frenata, ma con meno crescita e occupazione

Le prospettive Ocse per l’Italia. «Margine per migliorare, avanti con le riforme»

Un 2024 con l’inflazione in frenata, ma con meno crescita e occupazione

di Alessandra Severini

Fra la guerra in Medio Oriente e in Ucraina e l’inflazione che continua a mordere, l’economia italiana (ed europea) attraversa un periodo difficile. Per il prossimo futuro però potrebbe allentarsi la morsa dell’inflazione anche se la ripresa sarà lenta. Le prospettive economiche dell’Ocse presentate ieri a Parigi vedono una crescita del Pil italiano abbastanza limitata per il 2023 ma anche per il 2024, ad un +0,7%. Ripresa lieve nel 2025 con un +1,25. Buone notizie arrivano però sul fronte dell’inflazione prevista al 4,6% nel 2023 e poi progressivamente in calo, al 3,1% nel 2024 e al 2,5% nel 2025. Più preoccupante invece è il dato sulla disoccupazione che dal 7,6% del 2023 crescerà al 7,8% del 2024, per poi contrarsi e tornare al 7,6% nel 2025.

Per l’organismo internazionale esistono «margini di miglioramento per conseguire il saldo di bilancio più rapidamente di quanto attualmente previsto e riportare le finanze pubbliche su un percorso più prudente». Il consiglio è «contrarre la spesa pubblica ricercando, tra l'altro, opzioni per ridurre la spesa pensionistica e aumentando l'ambizione della revisione della spesa». Ma soprattutto va sfruttato il Pnrr, «cruciale per sostenere la crescita e ridurre il rapporto debito/Pil». Sul Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano l’Ocse fa notare che «la spesa dei fondi del Next Generation Eu è in ritardo rispetto alle tempistiche originariamente stabilite».

Dunque, prosegue l’organizzazione parigina «in via prioritaria sarebbe necessario riassegnare rapidamente i processi di attuazione alle amministrazioni pubbliche dotate delle massime capacità, concentrarsi su progetti infrastrutturali che favoriscono la crescita e abbandonare i progetti impraticabili». Poi ci sono le riforme da attuare che, secondo la capoeconomista dell’Ocse Clare Lombardelli, «consentiranno di ridinamizzare l’attività economica». Tra queste vengono citate le riforme sulla concorrenza nel settore dei servizi alle imprese, la riforma della giustizia civile e «una maggiore offerta di assistenza all’infanzia per favorire l’occupazione femminile».

La crescita fiacca non riguarda comunque solo il nostro Paese. Nell’Eurozona, sempre secondo le previsioni Ocse, il Pil crescerà dello 0,6% nel 2023, dello 0,9% nel 2024 per poi salire all'1,5% nel 2025. E anche a livello mondiale le previsioni non sono ottimistiche. È prevista una crescita del Pil globale del 2,9% nel 2023, seguita da un rallentamento al 2,7% nel 2024 e da un lieve miglioramento al 3,0% nel 2025. Si prevede che l'Asia continuerà a rappresentare la maggior parte della crescita globale.

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Ultimo aggiornamento: Giovedì 30 Novembre 2023, 06:00
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