Foggia, infermiera chiede di indossare la mascherina: picchiata con una raffica di pugni al volto

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«Non avremmo mai voluto leggere una notizia simile!». Il posto pubblicato su Instagram da "Noi soccorritori italiani" è di qualche giorno fa e racconta il fatto, agghiacciante, capitato a Stefania Buonpensiero. Lei, operatrice sanitaria in servizio a Foggia, è stata aggredita da un uomo solo perché invitato a indossare la mascherina: «Sono caduta per terra stordita da quel pugno e non ho capito più nulla. So soltanto che questa persona non ha smesso un attimo di pestarmi colpendo più volte il volto e altre parti del corpo. Ho pensato di morire, ero in balia della violenza e dei pugni che a raffica mi dava. Non so se siano passati 30 secondi o 3 minuti. Non esistevo più. Sono certa che se avesse avuto in mano un coltello mi avrebbe sfregiata».
 

 

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La pagina social conclude così il messaggio di solidarietà: «La collega Stefania ha riportato un trauma cranico, setto nasale rotto, ferite varie ed escoriazioni su tutto il corpo. Siamo vicini alla collega Stefania e facciamo i nostri più sentiti auguri di pronta guarigione da parte di tutto il nostro lo staff».

L'aggressione, avvenuta l'8 settembre, ha avuto uno sviluppo positivo in termini di indagini. È stato convalidato l'arresto del 36enne che avrebbe picchiato una donna che gli chiedeva di indossare la mascherina mentre erano in fila con altre persone allo sportello di un Caaf della Cgil a Foggia. Secondo la ricostruzione dell'accaduto, il 36enne, senza fissa dimora e originario del Mali, ha reagito alla richiesta della donna prendendola a cali e pugni. Stefania Buonpensiero, 51 anni, ha riportato la frattura del setto nasale, un trauma cranico e alcune ferite sulla fronte. I medici ritengono guarirà in 30 giorni.

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Settembre 2020, 16:45
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