Incinta dopo il tumore, la fecondazione con ovociti congelati 14 anni fa. Giovanna a 41 anni aspetta due gemelli

I fari sulla procreazione medicalmente assistita sono stati accesi nel lontano 1991

Incinta dopo il tumore, la fecondazione con ovociti congelati 14 anni fa. Giovanna a 41 anni aspetta due gemelli

di Redazione web

Una storia incredibile. Si chiama Giovanna, ha 41 anni e aspetta due gemelli. Fin qui sembrerebbe tutto normale, se non fosse che la protagonista di questa rara storia ha alle spalle un tumore al seno.

La gravidanza che sta affrontando è stata possibile solo grazie a ovociti criocongelati e vitrificati 14 anni fa, che le sono stati donati gratuitamente e impiantati con risultato una gravidanza gemellare.

Il caso di Giovanna è stato seguito dal Policlinico Sant'Orsola di Bologna che oggi definisce questa storia come insegnamento «di vita, rinascita e solidarietà». 

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All'origine di questa gravidanza, dunque, c'è il lavoro della struttura di Infertilità e procreazione medicalmente assistita dell'Irccs. Come dichiara la responsabile della struttura, Elonora Porcu: «Per la prima volta dimostriamo che gli ovociti vitrificati e crioconservati» così a lungo «hanno un elevato potenziale riproduttivo».

La singolarità della gravidanza di Giovanna 

Il risultato della fecondazione è stato condiviso con la comunità scientifica durante il Convegno Internazionale '35 Years of Oocyte Cryopreservation', alla presenza di esperti provenienti da tutto il mondo. «È un caso particolare che per noi è sinonimo di progresso, successo e speranza - spiega Porcu - Denota il successo della procedura che utilizza azoto liquido a una temperatura di -196 gradi: mantiene» gli ovociti «intatti e fertili al lungo. E significa, più di tutto, che le pazienti oncologiche che stanno affrontando cure difficili e spesso molto lunghe, possono contare su una banca di ovociti forti e tenaci e su un protocollo efficace: quindi hanno speranza di rimanere incinta al termine delle cure, a prescindere dall'età». «L'efficienza della vitrificazione - continuano dall'Irccs - offre inoltre maggiore flessibilità a tutti i programmi di donazione degli ovuli. Le donne che congelano gli ovuli al Policlinico, spiegano gli esperti della struttura, possono scegliere spontaneamente di donare gratuitamente ad altre donne gli ovuli non utilizzati. Grazie a questa scelta solidale e a questi risultati «sarà possibile includere e supportare più donne in questo percorso con alte probabilità di successo e quindi di nuove gravidanze», si legge in una nota.

L'impegno dell'Irccs Policlinico di Sant'Orsola

I fari sulla procreazione medicalmente assistita sono stati accesi nel lontano 1991. Dal 2019 è diventato il centro di riferimento regionale per i pazienti oncologici. Negli ultimi anni è stata data attenzione particolare allo studio sulla vitrificazione come alternativa ai metodi di congelamento lento. La crioconservazione nel tempo è progredita rapidamente diventando una procedura clinicamente accettata e con «percentuali di gravidanza clinica pari all'utilizzo di ovociti freschi». Nella struttura bolognese ad oggi sono stati realizzati 4.000 mila cicli di congelamento degli ovociti, oltre 3.600 cicli di scongelamento e si è ottenuta la nascita di più di 500 bambini. Una donna su tre è riuscita a rimanere incinta negli ultimi 25 anni con il supporto della struttura del Sant'Orsola e mediante la crioconservazione dopo una terapia oncologica, riferisce l'ospedale. In questi 25 anni, più dell'80% degli ovociti è sopravvissuto al congelamento.  I dati fanno parte di un più ampio studio presentato pochi mesi fa: delle 432 pazienti oncologiche che hanno completato il follow-up, 156 sono andate incontro a insufficienza ovarica prematura.

Di queste, 44 una volta guarite hanno cercato una gravidanza attraverso l'utilizzo degli ovociti precedentemente crioconservati: su un totale di 194 ovociti scongelati, 157 sono sopravvissuti (80%) permettendo di ottenere 18 gravidanze, 15 delle quali portate a termine con successo (oltre un terzo dei tentativi). Il confronto con il gruppo di pazienti non oncologiche non ha mostrato significative differenze in termini di età, riserva ovarica, numero di follicoli sviluppati, livelli di estradiolo e numero di ovociti recuperati e criopreservati

 

Ultimo aggiornamento: Domenica 30 Ottobre 2022, 16:47
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