Il premier Draghi vede Greta Thunberg: «Più impegno per il clima». Tensione in piazza a Milano

Il premier Draghi vede Greta Thunberg: «Più impegno per il clima». Tensione in piazza a Milano

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi le attiviste ambientali Greta Thunberg, Vanessa Nakate e Martina Comparelli, in occasione della sua partecipazione all'evento «Youth4 Climate: Driving Ambition». Il colloquio, spiega Palazzo Chigi, si è incentrato sull'impegno dell'Italia nella lotta ai cambiamenti climatici e nella riduzione delle emissioni inquinanti, sul piano nazionale, europeo ed internazionale, alla luce della Presidenza del G20 e della partnership con il Regno Unito per la COP26. 

 

Leggi anche > Sileri: «Vaccinati contagiosi? Una baggianata, ecco perché»

 

L'incontro in Prefettura tra il Draghi e Greta Thunberg, insieme alle militanti per la lotta al cambiamento climatico Vanessa Nakate e Martina Comparelli «è andato benissimo», ha detto il premier entrando al Mico di Milano per la PreCop26. «Vedremo al G20. Draghi sa cosa diciamo, ma bisogna farlo», ha spiegato Martina Comparelli all'uscita della prefettura. Vanessa Nakate ha aggiunto: vedremo cosa esce dal G20 soprattutto per il clima. Martina ha anche consegnato al presidente del Consiglio un estratto del documento finale della Climate Open Platform che sarà presentato questa sera.

 

Leggi anche > Superbonus rinnovato al 2023, proroga per l'assegno unico

 

 

Draghi: «100 milioni di poveri, fare di più. Anche il G20»

 

«La pandemia ed i cambiamenti climatici hanno contribuito a spingere quasi 100 milioni persone in povertà estrema, portando il totale a 730 milioni. La crisi climatica, la crisi sanitaria e quella alimentare sono strettamente correlate. Per affrontare tutte queste crisi, dobbiamo agire più velocemente - molto più velocemente - e con più efficacia», ha detto il premier Draghi intervenendo allo Youth4Climate, a Milano. «Come Presidenza del G20 e Co-Presidenza della COP26, stiamo spingendo i Paesi a rispettare i propri impegni climatici e, in certi casi, che siano pronti a prenderne di più audaci. Se vogliamo avere successo, tutti i Paesi devono fare la loro parte, a partire da quelli del G20. I Paesi del G20 generano oltre l'80% del PIL a livello mondiale e oltre il 75% delle emissioni».

 

«Tutti i principali attori ed emettitori ne fanno parte. Nella loro riunione a giugno, i Ministri dell'Istruzione del G20 si sono impegnati a promuovere l'insegnamento in materia di sviluppo sostenibile nei programmi didattici. A luglio, alla riunione ministeriale G20 su Energia e Clima a Napoli, i Ministri si sono impegnati a dedicare una parte significante dei loro piani di ripresa alla transizione ecologica. Tuttavia, siamo consapevoli che dobbiamo fare di più - molto di più», sottolinea il capo del governo.

 

 

YouthClimate, i giovani chiedono azione e partecipazione

 

Inclusione dei giovani nelle decisioni sulla lotta alla crisi climatica, ripresa sostenibile dopo la pandemia puntando su rinnovabili e risparmio energetico, obiettivi di zero emissioni per le aziende private e chiusura dell'industria dei combustibili fossili al 2030, un sistema educativo che renda consapevoli i giovani della crisi climatica. Sono queste le richieste ai leader mondiali nel documento finale della Youth4Climate, la conferenza dei giovani sul clima, che si conclude oggi al Mico di Milano. «Chiediamo azioni climatiche radicate nella giustizia sociale», ha detto uno dei giovani relatori, il francese Nathan Metenier.

 

 

Tensione in piazza, tre manifestanti portati in questura

 

Tre manifestanti che bloccavano la strada in piazza Giovanni Amendola sono stati accompagnati in questura per essere identificati. Lo rende noto la polizia. I tre, secondo quanto spiegato dalle forze dell'ordine, non si sarebbero spostati quando è stato loro chiesto di rimuovere il blocco con cui da stamattina cercano di ostacolare l'accesso al Mico. Sul posto, seduti a cerchio in terra, legati uno all'altro con dei tubi di plastica sulle braccia, ci sono ancora una ventina di giovani. Altrettanti, a poche centinaia di metri di distanza, vestiti con delle tute bianche, sono su viale Eginardo, dove la polizia locale ha bloccato il traffico. Circolazione molto rallentata anche su viale Scarampo dove, all'ingresso della fiera, sono disposti vari mezzi delle forze dell'ordine.

 

Momenti di tensione ci sono stati tra forze dell'ordine e manifestanti davanti al Mico: in un video visionato dall'ANSA si vede un momento di contatto con manganellate tra gli uomini delle forze dell'ordine e gli attivisti del clima. I giovani hanno tentato da questa mattina di bloccare gli accessi al Mico con tre diversi blocchi stradali. «Milano blocca chi devasta il pianeta» hanno scritto su uno striscione posato sull'asfalto i ragazzi della Climate Justice Platform, che questa mattina si sono posizionati in alcune delle vie di accesso al Mico per tentare di bloccare l'arrivo alla Pre-cop.

 

I ragazzi dicono che uno dei loro blocchi è stato caricato dalla polizia, mentre dalla Questura spiegano che i giovani si volevano incatenare ai tubi Innocenti e sono stati spostati da dove non potevano stare. «I leader globali, rinchiusi nei palazzi blindati della Precop che si sta per svolgendo qui a Milano, stanno discutendo in maniera troppo lenta e poco incisiva, su conversione energetica e clima» scrivono sui social i ragazzi del Lume, laboratorio universitario metropolitano, spiegando quella che chiamano 'ostruzione a Draghi', vale a dire i motivi dietro ai blocchi stradali attuati stamattina intorno al Mico, dove è atteso il Presidente del Consiglio.

 

«Si tratta di risoluzioni - scrivono gli universitari - che indicano l'impresa privata come motore principale del cambiamento, una narrazione che vuol dire privatizzare i profitti e scaricare su di noi i costi. L'ultimo smacco alla maggioranza della popolazione riguarda i pesantissimi rincari di gas e luce spacciati come una "inevitabile conseguenza della costosa transizione energetica". Noi non ci stiamo, è inaccettabile - concludono - che chi lavora paghi i profitti dei giganti dell'energia».

 

Un gruppo di ragazzi aderenti al movimento internazionale 'Extincion Rebellion' ha inoltre organizzato un sit-in di protesta al 'gate 2' del City Life, un parco di fianco al Mico dove è in corso la PreCop 26. Al centro della manifestazione campeggia uno struzzo gigantesco che simboleggia l'azione dei governi che «nascondono la verità pur di non cambiare il sistema economico». All'incontro sono presenti ragazzi da tutta Italia e dall'estero. Alcuni da Torino in bicicletta. Con una frase di Bertold Brecht come slogan, «quando l'ingiustizia diventa legge, la disobbedienza diventa dovere».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 30 Settembre 2021, 15:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA