Il deputato renziano Marattin multato: «A pranzo in casa con sei persone». Poi le scuse su Fb

Il deputato renziano Marattin multato: «A pranzo in casa con sei persone». Poi le scuse su Fb

In tempi di pandemia e di restrizioni, con milioni di italiani chiusi in casa a rispettare le regole e lontani dai propri cari, a dare il buon esempio dovrebbero essere per primi i politici. Ma non tutti, evidentemente: il deputato renziano Luigi Marattin domenica pomeriggio è stato sanzionato dai carabinieri per aver violato le normative anti Covid. Nello specifico, Marattin era a pranzo in casa sua con alcune persone: cosa assolutamente non consentita dall’ultimo decreto per contenere i contagi.

 

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I carabinieri sono arrivati nel palazzo perché chiamati dai vicini di casa: dalla terrazza a fianco a quella di Marattin arrivavano schiamazzi e musica a tutto volume. Ma quando hanno bussato alla porta del deputato di Italia viva, hanno scoperto che anche in casa sua c’era un assembramento non consentito: «La mia fidanzata aveva invitato cinque amici - ha detto poi al Fatto Quotidiano - Sa, il momento per via delle restrizioni è difficile per tutti». Non una bella figura, dato che Italia viva sostiene il governo Draghi e ha sostenuto e votato le stesse norme e restrizioni che poi, evidentemente, nemmeno i suoi deputati riescono a rispettare.

 

 

Poche ore fa poi Marattin si è scusato con un post su Facebook, intitolato ‘L’importanza di essere umani, e quindi imperfetti’. «Ieri pomeriggio (domenica, ndr) nella mia abitazione a Roma si è registrata una violazione della normativa anti-Covid, nella forma di un pranzo non consentito (non ha alcuna importanza se tale violazione riguardasse o meno il sottoscritto, visto che sono ovviamente responsabile di ciò che accade e di cui sono a conoscenza) - scrive Marattin - Le forze dell’ordine, che erano alla ricerca di una violazione ben più grave in un appartamento della zona, ma che si sono per caso imbattute nella nostra, sono intervenute e hanno irrogato le sanzioni conseguenti». «Ringrazio le forze dell’ordine per il loro lavoro e chiedo scusa - conclude il suo post - Un parlamentare ha l’obbligo di dare il buon esempio e certamente così non è stato in questo caso».

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 30 Marzo 2021, 15:20
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