Il giudice dei minori adescava ragazzine in chat: condannato. «Decine di vittime»

Il giudice dei minori adescava ragazzine in chat: condannato. «Decine di vittime»

CRO S43 QBXL >>>ANSA/ADESCAVA RAGAZZINE IN CHAT,CONDANNATO GIUDICE MINORI Dieci mesi di reclusione e interdizione dai pubblici uffici (di Marco Maffettone) (ANSA) - ROMA, 18 MAR - Per anni ha adescato centinaia di giovanissime vittime. Ragazzine contattate utilizzando le chat dei social network e a cui inviava messaggi espliciti a sfondo sessuale. Per questo un giudice onorario del Tribunale dei Minori di Napoli è stato condannato a 10 mesi di carcere e alla interdizione perpetua dai pubblici uffici legati a minori dal giudice monocratico di Roma, dove il procedimento è arrivato per competenza territoriale. Di professione psicologo, 47 anni, l'uomo utilizzava, secondo quanto accertato dagli inquirenti, sempre lo stesso modus operandi. Aveva creato un profilo fake e si presentava con il nome di Cristiano per abbordare virtualmente le bambine. «Sei bellissima e sexy», così esordiva chattando con le ignare vittime con quali subito passava ad un linguaggio estremo. I fatti risalgono agli anni 2016 -2017 e, da quanto emerso dalle indagini, i dialoghi avvenivano anche con altre utenze (di cui non è stato possibile risalire all'identificazione e non compaiono nel capo d'imputazione), con una media di 9 contatti al giorno per un totale di quasi ventimila messaggi. Un comportamento ossessivo che non si fermava neanche davanti alle parole delle ragazzine che cercavano di allontanare quelle illecite attenzioni affermando di essere minorenni. Secondo quanto accertato, il giudice onorario in servizio a Napoli cercava da anni le sue prede nella rete e solo l'intervento degli investigatori ha evitato che potesse arrivare ad incontrare di persona le vittime. Nei suoi confronti è, quindi, scattata l'accusa di adescamento di minori. Dall'analisi dei dispositivi in uso all'uomo, effettuato a campione, è stato possibile identificare solo due vittime ma per chi indaga sono decine quelle finite nella sua rete. «Quando siamo venuti a conoscenza di tale condotta - dichiara Roberto Mirabile presidente della onlus La Caramella Buona - abbiamo valutato approfonditamente quanto in nostro possesso e abbiamo deciso di costituirci parte civile al processo perché combattiamo la pedofilia da 25 anni e lo facciamo con ancora più forza quando a macchiarsi di questo reato sia un soggetto che dovrebbe proteggere i bambini e non importunarli. Grazie al lavoro del nostro avvocato Monica Nassisi siamo riusciti a confermare con forza il quadro accusatorio e il giudice ha condannato l'imputato nonostante il pm d'aula ne avesse richiesto l'assoluzione». Il giudice ha disposto anche un risarcimento in favore della parte civile. «È una soddisfazione in quanto questo procedimento, inizialmente, era diretto verso l'archiviazione, - aggiunge l'avvocato Nassisi - pertanto la condanna segna un grande risultato; non parliamo di successo poiché sappiamo bene che quando le vittime sono bambini, è la società tutta a perdere ma noi restiamo in prima linea per garantire loro tutela e restituire giustizia».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Marzo 2022, 22:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA