Viviana Parisi, via al riconoscimento dei resti del piccolo Gioele. Il pm: «Idee chiare sull'accaduto»

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Resta solo la più drammatica delle formalità: quella del riconoscimento dei resti e di alcuni oggetti rinvenuti nei boschi intorno a Caronia. Daniele Mondello e la sua famiglia, a breve, dovrà raggiungere la Questura di Messina per il riconoscimento di alcuni indumenti e scarpe ritrovate accanto a un teschio, anche se la certezza è quasi totale: quei resti sono del figlio Gioele, scomparso il 3 agosto scorso insieme alla mamma, Viviana Parisi, trovata poi cadavere cinque giorni dopo.

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I resti del piccolo si trovano al momento all'obitorio del Policlinico di Messina, ma al momento nessuno dei parenti del bambino si è recato presso la camera mortuaria. Il riconoscimento degli indumenti rinvenuti, previsto inizialmente per questa mattina, è stato rinviato a oggi pomeriggio, come spiegato dal procuratore di Patti, Angelo Cavallo: «Avevo chiesto al papà di farlo già ieri, ma ha preferito seguire le spoglie di quello che riteniamo sia il figlio e abbiamo rispettato questa esigenza».

La drammatica vicenda di Viviana Parisi e del figlio Gioele, di quattro anni, resta un mistero per quello che potrebbe essere accaduto nelle ultime ore di vita, anche se gli inquirenti hanno fatto sapere di avere le idee piuttosto chiare. «Noi non aspettiamo i 90 giorni per avere i risultati scritti della consulenza dei nostri periti. Loro ci dicono immediatamente quello che, secondo loro, è successo. Già ce lo hanno detto» - le parole del pm di Patti - «Posso dire che loro delle certezze le hanno a loro modo comunicate, riservandosi all'esito di accertamenti, in particolare di quelli istologici. Ma una pista, una lettura chiara degli avvenimenti già c'è stata data».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Agosto 2020, 19:36
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