Gilberta Palleschi, prof uccisa nel 2014: sconto di pena per il killer, condannato a 20 anni

Gilberta Palleschi, prof uccisa nel 2014: sconto di pena per il killer, condannato a 20 anni

Una sentenza che farà discutere: la Cassazione ha confermato lo sconto di pena, dall'ergastolo a 20 anni di reclusione, per il killer di Gilberta Palleschi, la professoressa di inglese uccisa a 57 anni, nel 2014, mentre faceva jogging nei pressi di Sora (Frosinone). Il suo assassino, Antonio Palleschi (solo per caso omonimo della vittima), l'aveva sorpresa, violentata e aggredita, per poi gettarla in una scarpata ancora viva e finirla a sassate.

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Il corpo di Gilberta Palleschi fu trovato solo 40 giorni dopo l'omicidio, avvenuto il 1 novembre 2014. In primo grado, Antonio Palleschi era stato condannato all'ergastolo e il giudice per l'udienza preliminare aveva respinto la perizia psichiatrica richiesta dai legali dell'uomo. La Corte di Appello di Roma, invece, nel 2017 riconobbe il vizio parziale di mente e ridusse la pena a venti anni. Invano nel ricorso il Cassazione, il Pg di Roma ha fatto presente che la perizia «non ha formulato valutazioni di certezza diagnostica».

Ad avviso della Cassazione, «il dubbio sulla sussistenza del vizio di mente deve essere apprezzato in relazione al canone di garanzia 'in dubio pro reo', sì che non è necessario che ricorra la prova certa del vizio parziale di mente». In pratica, la Cassazione ha stabilito che non è necessaria la 'certezza matematica' del vizio parziale di mente, ma basta un 'ragionevole livello di probabilità'. Grazie all'ipotesi del «discontrollo» dei suoi impulsi, l'omicida ha già chiesto la liberazione anticipata.
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