Gianmarco Carroccia, “il sosia” di Lucio Battisti con l'investitura di Mogol: «Tra noi somiglianza casuale: come lui voglio creare emozioni»
di Loris Alba

Gianmarco Carroccia, “il sosia” di Lucio Battisti con l'investitura di Mogol: «Tra noi somiglianza casuale: come lui voglio creare emozioni»

Si chiama Gianmarco Carroccia, 31 anni, di Fondi (Latina). Ha una voce straordinaria, con la particolarità di essere identica a quella di Lucio Battisti, a cui somiglia anche fisicamente. Mogol stesso lo ha definito “il sosia”.

La tua carriera di autore e cantante nasce da questa somiglianza?
«No, la somiglianza è casuale. Battisti è stato un grande della nostra musica e cerco di ispirarmi a lui perché è entrato davvero nel cuore delle persone. Anch’io voglio fare questo: emozionare chi mi ascolta»

Com’è nata la tua passione per la musica? 
«A tre anni ascoltavo i primi vinili grazie ai miei genitori. A cinque anni ho imparato a trascrivere i testi delle canzoni che più mi colpivano. Sono sempre stato curioso e soprattutto distinguevo i testi più “forti”: Solo dopo aver ascoltato per anni Bella senz’anima di Cocciante ho scoperto che era uno dei suoi testi più famosi».

Studiare la musica d’autore oggi non è scontato. Perché lo hai fatto?
«Perché la musica dei grandi autori è il mezzo migliore per collegare esperienze di vita. Non è scontato, oggi in discografia si pensa poco alla qualità». 

Ti sei diplomato autore al CET, il Centro Europeo di Toscolano, la scuola di Mogol...
«Lì la mia vita è cambiata. Ho avuto conferme sul mio modo di scrivere ma ho soprattutto imparato l’autocritica e l’oggettività. Mogol è stato per me un maestro straordinario». 



Tuo è il progetto Emozioni...
«Sì, è nato all’inizio della mia carriera per proporre le interpretazioni dei capolavori di Battisti. A un certo punto avevo pensato di accantonarlo, ma è entrato in scena Mogol. Nel 2014 gli ho chiesto di partecipare ad un mio concerto. Ha accettato ed è venuta fuori l’idea del concerto-racconto. Lui racconta e spiega le canzoni di Battisti, io le canto».

E quest’anno l’exploit...
«Ci siamo tolti tante soddisfazioni. C’è stato il sold out in molti spettacoli, il pubblico ci segue, apprezza quello che stiamo facendo». 

Un momento nel cuore? 
«L’esibizione di quest’anno ad Assisi sul sagrato superiore della basilica di San Francesco. Ma porto anche nel cuore la mia prima esibizione a Sperlonga nel 2014 e il primo concerto a Fondi nel 2015».

Il futuro?
«Emozioni diventerà un tour invernale nei teatri. Inizieremo a Catanzaro l’8 novembre. Poi Roma, Palermo, Torino, Milano e altre città. Pensiamo anche ad un tour in America». 

Qual è la canzone di Battisti che più ti rispecchia?
«Anima latina, poco nota ai più, ma con un messaggio poetico fortissimo». 

Non solo Battisti, a quale tuo testo sei più legato? 
«Non mi spaventa tanto amare. L’ho scritto di getto nel 2013, in macchina, e l’ho registrato quest’anno. Uscirà nei prossimi mesi. Così come Perdono, un testo scritto da Mogol sulle mie musiche. Un connubio perfetto».
Martedì 10 Settembre 2019, 08:47
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