Galeazzi, le telecronache passate alla storia: dai fratelli Abbagnale a Rossi e Bonomi VIDEO
di Niccolò Dainelli

Galeazzi, le telecronache passate alla storia: dai fratelli Abbagnale a Rossi e Bonomi VIDEO

Un ultimo saluto doveroso a chi con le sue telecronache ha emozionato generazioni di italiani

La notizia della morte di Giampiero Galeazzi ha rattristato l'Italia intera. Tanti i messaggi di cordoglio giunti sui social da colleghi e sportivi che hanno voluto dedicare un ultimo saluto al «Bisteccone» nazionale, capace di emozionare generazioni di italiani con le sue telecronache sportive

 

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In tanti, ancora oggi, sostegono che il 25 settembre 1988, all'Italia dovesse essere assegnata una quarta medaglia d'oro olimpica nella spedizione di Seul. In quell'occasione tutta Italia era incollata alla televisione a vedere il successo di Carmine e Giuseppe Abbagnale, ma sicuramente anche Giampiero Galeazzi avrebbe meritato di mettere una medaglia al collo, del metallo più pregiato, per il trasporto e il racconto di una gara che, con il passare dei minuti, divenne una vera e propria prestazione sportiva tutta in apnea.

 

Con la sua telecronaca, entrata fin da subito a far parte della storia del giornalismo sportivo italiano, i milioni di telespettatori che assistettero a quella gara, quella del 'Due Con', si sentirono lì, a Seul e tutti quanti si sentirono un po’ Abbagnale. Oggi «Bisteccone», così ribattezzato dal giornalista Gilberto Evangelisti per la sua imponente mole è venuto a mancare all'età di 75 anni, metà dei quali trascorsi come giornalista sportivo in Rai, prima in radio e poi in televisione.

 

Il suo percorso giornalistico iniziò quando ancora non aveva terminato la propria carriera sportiva. Galeazzi, infatti, prima d’intraprendere definitivamente la carriera da giornalista, è stato un eccellente atleta. Ovviamente un canottiere: vinse sia il campionato italiano nel singolo nel 1967 che nel doppio con Giuliano Spingardi nel 1968 e, nello stesso anno, partecipò alle selezioni per le Olimpiadi di Città del Messico del 1968.

 

La successiva edizione dei Giochi Olimpici, quelli di Monaco del 1972, li seguì da inviato sul campo per la radio e, per un imprevisto occorso al collega Petternella, effettuò la sua prima radiocronaca di canottaggio. Passato alla televisione si dedicò inizialmente al tennis, infinite le edizioni della Coppa Davis raccontate all'Italia dalla sua indimenticabile voce e il suo 'Alè' seguito dal nome di battesimo del tennista in questione, ripetuto decine di volte durante le dirette, era diventando un tormentone per gli appassionati

 

Tennis, ma anche e ovviamente anche canottaggio, il suo sport.  Quella disciplina di cui è stato sempre il più competente e appassionato di tutti: ha seguito sei edizioni dei Giochi Olimpici, da Los Angeles 1984 ad Atene 2004.

 

E, per l’appunto, in occasione dell’Olimpiade di Seul del 1988, Galeazzi si ritrovò a commentare l’impresa dei fratelli Abbagnale che, a dire la verità, un oro olimpico nel 'Due Con' l’avevano già vinto a Los Angeles, ma non con la spinta e la telecronaca indimenticabile di Giampiero Galeazzi. Quella vittoria divenne unica e incredibile la vittoria dei due fratelli di Castellammare di Stabia e del timoniere Di Capua.

 

 

 

Ma non è finita qui. Perché c’è una seconda telecronaca di Galeazzi che ha fatto e fa tutt’ora storia. Dodici anni dopo l’impresa degli Abbagnale a Seul, il «Bisteccone» nazionale si trovò a commentare la splendida gara di Antonio Rossi e Beniamino Bonomi nel K2 1000 metri alle Olimpiadi di Sidney. Anche in quell'occasione gli ultimi colpi di remo furono del duo italiano furono accompagnati dall'apnea e dal trasporto di Giampiero. Da quel suo 'Alè Antonio' e 'Alè Beniamino' che spinsero i due italiani verso un oro impossibile da dimenticare proprio grazie alla telecronaca di Galeazzi.  

 

Nella sua carriera di giornalista sportivo, non poteva mancare anche tantissimo calcio. Per tanti anni è stato l’inviato di punta della Rai per i big match del campionato e, per otto anni, condusse 90° Minuto, il contenitore per eccellenza della domenica calcistica della Rai, quando le partite andavano in scena tutte la domenica allo stesso orario.

 

Giampiero Galeazzi è morto da poche ore, ma le sue telecronache rimarranno indelebili nella storia dello sport italiano. Proprio come quelle vittorie ottenute diventate memorabili proprio grazie a lui


Ultimo aggiornamento: Venerdì 12 Novembre 2021, 15:26
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