Giacomo Sartori, l'esito dell'autopsia. Tutti i dubbi non ancora chiariti sulla morte

Giacomo Sartori, l'esito dell'autopsia. Tutti i dubbi non ancora chiariti sulla morte

Il 29enne è morto per soffocamento, ma mancano ancora troppi elementi per spiegare l'accaduto

Giacomo Sartori, eseguita l'autopsia sul corpo del 29enne veneto scomparso da Milano e ritrovato impiccato a Casorate Primo (Pavia) sei giorni dopo. La morte è giunta per soffocamento, causato dal cavo elettrico legato attorno al collo e al ramo di una quercia, nel frutteto di un agriturismo.

 

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Questo nuovo elemento, tuttavia, non basta a risolvere i tanti dubbi non ancora chiariti sulla morte di Giacomo Sartori. Come riporta anche il Corriere della Sera, occorre attendere ancora qualche giorno per gli esiti degli esami genetici sulla prolunga da cantiere usata per impiccarsi e sulla catena che si è spazzata in due in un primo tentativo di farla finita. Si attendono anche gli esiti del test tossicologico e delle analisi di entomologia forense che permetteranno di stabilire con precisione l'orario della morte.

 

Sul corpo di Giacomo Sartori non sono stati trovati segni evidenti di colluttazione o che possano far pensare all'azione di altre persone, ma al momento le indagini della Procura di Pavia non escludono alcuna ipotesi. Quello che il pm Andrea Zanoncelli e gli investigatori stanno cercando di capire è cosa abbia spinto il ragazzo fino ad un luogo sconosciuto e in piena notte.

 

Il nucleo investigativo dei carabinieri di Milano sta esaminando il cellulare di Giacomo Sartori, trovato insieme alle chiavi dell'auto ai piedi dell'albero. Da una prima ricostruzione, il giovane potrebbe aver seguito il percorso del cellulare aziendale e dei pc che gli erano stati rubati, tra le 23 e le 23.30, fuori dalla Vineria 2 di viale Vittorio Veneto. Da chiarire se Giacomo avesse tracciato la fuga dei ladri e provato ad avviare una trattativa con loro per un possibile 'cavallo di ritorno', con la possibile richiesta di denaro in cambio della restituzione.

 

I documenti del ragazzo e due mazzi di chiavi, che si trovavano all'interno dello zaino rubato, erano stati trovati un passante, accanto ad una panchina dei giardini Montanelli, non lontano dal locale. Resta da capire, però, perché Giacomo Sartori non aveva dato l'allarme prima di cercare i ladri e si cerca di capire se questi ultimi si fossero nascosti a Casorate Primo. Tra i dati preziosi ancora mancanti ci sono i tabulati del traffico telefonico.


Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Settembre 2021, 13:18
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