Genova un mese dopo, la città si ferma in ricordo delle 43 vittime del ponte. Sindaco: «È il nostro Ground Zero»

Un mese dopo il crollo del ponte Morandi, Genova si ferma per rendere omaggio alle 43 persone morte nel disastro. Alle 11,36 con il cielo lacerato dalle sirene delle navi e dai rintocchi delle campane, i genovesi sono scesi in silenzio: i negozi hanno abbassato le saracinesche, taxi e bus hanno spento i motori, la gente in strada si è fermata in raccoglimento.

 
Con il triplice fischio d'ordinanza, sono state ammainate le bandiere della Repubblica, dell'Europa e di Genova sulla facciata della Regione Liguria e dei palazzi istituzionali genovesi. 
«Per noi genovesi il crollo del Morandi è stata una tragedia terribile. Come ground zero per New York, città che ha saputo uscire dal disastro molto bene. Noi vogliamo fare la stessa cosa. Genova non è in ginocchio. Oggi ricordiamo le vittime e pensiamo alla ricostruzione per uscire dalla tragedia con la città più forti e grande di prima», ha detto il sindaco di Genova, Marco Bucci.


«Non credo che importi a qualcuno il nome del commissario. Il problema è fare le cose bene e presto. Non ingarbugliare le carte. Come istituzioni ci siamo fatti carico da un mese dell'emergenza facendo un lavoro straordinario e oggi chiediamo al Governo di poter continuare, di non avere disturbi ma aiuti, perché l'unico compito ora è riaprire il ponte», ha detto Giovanni Toti.

Quindi insieme al governatore Toti, al prefetto Fiamma Spena, al vicario mons. Anselmi, al sottosegretario Rixi e al presidente del consiglio Regionale Alessandro Piana con i parenti delle vittime e alcuni sfollati con gli occhi rivolti verso i monconi del viadotto ha osservato il minuto di silenzio. Fiori tra le mani e gli occhi colmi di lacrime.
 
Alcuni figli delle vittime mischiati a decine di giovanissimi atleti genovesi, accompagnati dagli allenatori e dai dirigenti delle società, hanno fatto u
n girotondo in mezzo a piazza De Ferrari. «Ci è sembrato doveroso invitare il mondo dello sport a partecipare a questo momento così importante», spiega Rino Zappalà, delegato Coni di Genova.

Venerdì 14 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 18-10-2018 09:02
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