«Sei gay», e il branco lo picchia a sangue in discoteca: trentenne finisce in ospedale

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«Sei gay», e lo pestano a sangue mandandolo all'ospedale: accade a Cesenatico, nel forlivese, sabato scorso in una discoteca della zona. La vittima è un trentenne di Rimini, apostrofato con insulti omofobi e poi aggredito e picchiato da un gruppo di ragazzi: il giovane ha trovato solo dopo qualche giorno il coraggio di denunciare quanto accaduto, racconta il Corriere di Romagna.

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Ad aggredire il trentenne, nella discoteca Energy di Cesenatico, sono state diverse persone che lo hanno all'improvviso accerchiato e picchiato, ha spiegato il suo avvocato, Christian Guidi, all'agenzia ANSA. La vittima è stata colpita diverse volte al volto e ha riportato una frattura al naso che ha richiesto un intervento chirurgico eseguito presso l'ospedale di Cesena.

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L'episodio è avvenuto durante la serata del 'Tunga', un evento LGBTQ e dunque 'gay friendly'. Due degli aggressori in particolare sarebbero stati riconosciuti da fotografie: ieri è stata depositata la querela contro otto persone e le ipotesi di reato sono lesioni gravi e odio razziale. «È ancora scioccato - afferma l'avvocato a proposito del trentenne - Non se l'aspettava soprattutto in quel tipo di festa». 

Secondo quanto riferito dal giovane, i suoi aggressori lo avrebbero preso di mira per via della sua omosessualità, e quando si è alzato da un tavolo dov'era seduto con amici, è stato accerchiato e pestato. In seguito all'aggressione il giovane, che ha riportato la frattura del setto nasale e un trauma cranico, è stato condotto in ospedale, dove è stato anche operato. La direzione del locale ha comunicato che gli addetti alla sicurezza sono intervenuti subito per allontanare gli aggressori e la discoteca si dissocia dall'accaduto.

«Purtroppo è solo l'ennesimo episodio di omofobia in Romagna avvenuto nell'ultimo anno e l'inasprimento dei toni della politica ha contribuito, in un certo senso: fa sì che molti si sentano quasi autorizzati a identificare dei nemici, le minoranze, e poi a scagliarcisi contro - commenta, parlando all'AdnKronos, Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini -. Ciò che sta succedendo denuncia una recrudescenza di violenza e purtroppo al momento non ci sono strumenti legali per contrastarla: serve una legge nazionale che riconosca l'aggravante omotransfobica nelle aggressioni, anche in un'ottica di prevenzione». 

Ultimo aggiornamento: Giovedì 13 Febbraio 2020, 20:09
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