Madre e figlia massacrate a Rovigo. Tripodi quando decapitò la moglie a Roma era già ricercato per il duplice omicidio.
di Emilio Orlando

Madre e figlia massacrate a Rovigo. Tripodi quando decapitò la moglie a Roma era già ricercato per il duplice omicidio.

Gaetano Tripodi, originario di Melito Porto Salvo a Reggio Calabria ma residente a Roma dal 1995, frequentava per lavoro la zona del Polesine quando vennero trucidate Elisea Marcon e Cristina de Carli. Era lui, il misterioso romano già ricercato 22 anni fa, quando vennero massacrate le due donne nel chiosco a Rosolina Mare in provincia di Rovigo. I titoli dei giornali di allora e le informative dei carabinieri che intervennero sulla scena dl crimine, parlavano di un romano che aveva presentato due stranieri alle Marcon. Secondo quanto emerse dalle indagini del 1998, chi uccise lmadre e figlia non poteva aver agito da solo in quella che il fratelli di una delle vittime definì “una mattanza”. Proprio in quell'occasione, in Dna di Tripodi rimase impresso su alcuni abiti delle vittima.

Sono 22 anni che chiediamo giustizia




Roma, tagliò la testa alla moglie: ma il Dna del killer è stato trovato anche su altre due donne uccise in Veneto


I due cecoslovacchi, Karel Reznicek e David Moucha, aiutarono Gaetano Tripodi ad ucciderele. I cittadini cechi indagati per il duplice omicidio Elisea e Cristina de Carli ebbero probabilmente un ruolo marginale, forse aiutarono Tripodi a far sparire alcune tracce. La svolta inaspettata è arrivata un mese fa, quando Gaetano Tripodi, satanista insieme a Patrizia Silvestri la ex moglie che decapitò nella stazione di servizio della “Tamoil” in via Casilina a Tor Bella Monca dove la donna abitava insieme al figlio Marco. ( Le due vittime con al centro Gaetano Tripodi).


Diabolik, per l'omicidio dell'ultrà laziale c'è un sospettato: è latitante





Omicidio Diabolik, pax mafiosa a Ostia: arrestati Salvatore Casamonica e un avvocato

Quest' ultimo è attualmente in carcere perchè accusato di far parte della banda di spacciatori legati a Fabrizio Piscitelli detto “Diabolik”, l'ultrà laziale assassinato lo scorso 7 luglio con un colpo di pistola su una panchina del parco degli Acquedotti in via Lemonia. Il figlio di Tripodi è stato arrestato nell' ambito dell'inchiesta battezzata dalla direzione distrettuale antimafia “Grande Raccordo Criminale". «Siamo sempre stati convinti - racconta a Leggo l'avvocato Martino De Marchi, legale di parte civile della famiglia Marcon - che saremmo arrivati alla verità. E pensiamo che a uccidere le due poverette possano essere state più persone». 
Gli ultimi sviluppi delle indagini, arrivati dopo 22 anni di mistero hanno ridato speranza a Germano, Silvia Maria Lina e Adriana Marcon, sorelle e zie delle due donne massacrate nel 1998 dentro al chiosco di Rosolina Mare dove è stato isolato il Dna di Gaetano Tripodi. Il prossimo 8 luglio il sostituto procuratore Maria Giulia Rizzo ha disposto l'accertamento irripetibile anche nei confronti di Karel Reznicek e David Moucha, cittadini cechi che furono indagati per il duplice omicidio.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 3 Luglio 2020, 21:10
© RIPRODUZIONE RISERVATA