G8 Genova, Placanica 20 anni dopo: «In quell'inferno non ho visto Carlo Giuliani sennò lo avrei soccorso. Non sono un assassino»

G8 Genova, Mario Placanica 20 anni dopo: «In quell'inferno non ho visto Carlo Giuliani sennò lo avrei soccorso. Non sono un assassino»

Il 21 luglio del 2001 Genova si tinse di rosso. La guerriglia urbana che sfociò dalle proteste del G8 portò alla morte di Carlo Giuliani. Vent'anni fa si consumò una delle pagine più sconvolgenti della storia italiana. I fatti del G8 di Genova sono impresse ancora nella memoria di molti e Mario Placanica torna a parlare. L'ex carabiniere che sparò due colpi di pistola uccidendo Carlo Giuliani torna a parlare, ai microfoni di SkyTG24, a vent'anni dall'accaduto.

 

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«Se avessi saputo subito che c'era un ragazzo a terra, gli avrei prestato soccorso. Ero lì nelle vesti di carabiniere, ma anche di volontario della Croce Rossa. Non sono un assassino». Queste le prime parole di Mario Placanica, ex carabieniere che sparò due colpi uccidendo Carlo Giuliani. 

«Non mi avevano nemmeno avvisato che era morto un ragazzo a causa dei colpi sparati con la mia pistola. E' stata una cosa successa in un attimo. Già quella sera mi presero e mi portarono all'interrogatorio. Ricordo che mi chiesero di riconoscere la mia mano dal video di sorveglianza. Quando mi dissero che dai colpi che avevo esploso era morto un giovane, mi crollò il mondo addosso». 

«Se avessi voluto uccidere, dalla mia pistola sarebbero partiti tutti e 15 i colpi del caricatore. Invece un attimo prima di sparare avevo riflettuto, non potevo spararli tutti. Ne ho sparati solo due per difendermi, per allontanare i manifestanti perché in quell'inferno ho avuto paura. Allucinato dai lacrimogeni, io quel ragazzo non lo avevo nemmeno visto. Quello che mi traumatizzò in quei momenti successivi è che non ho avuto la possibilità di vedere e rendermi conto di cosa fosse successo. Avessi visto il ragazzo a terra, lo avrei soccorso. Da volontario della Croce Rossa avrei potuto anche fare qualcosa per salvarlo».

«Potessi tornare indietro non sparerei più quei colpi. Piuttosto metterei più a rischio la mia vita. Manca un tassello da capire ancora. Come mai l'Arma dei carabinieri ha cancellato Placanica. Io non mi sento un giustiziere, non mi sento un assassino, tanto meno il giustiziere di Giuliani. So che perdere un figlio è una cosa brutta perché è parte del proprio cuore. Però ai familiari chiedo di non reputarmi un assassino. Poteva capitare a chiunque lì dentro. Perdere la testa in quegli attimi concitati poteva capitare a chiunque. Spero almeno di non essere considerato un assassino perché non è mai stato il mio volere uccidere. Io sono sempre vicino a loro».

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Luglio 2021, 18:24
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