Franco Zeffirelli, l'omaggio della sua Firenze in Duomo e Palazzo Vecchio

di Elena Benelli
Sarà il Duomo di Firenze ad ospitare, domani alle 11, i funerali di Franco Zeffirelli, officiati dall’arcivescovo Giuseppe Betori, il prelato che ha ricordato come il grande regista avesse «più volte ribadita professione di fede cattolica» e come «nella sua opera abbia mostrato la bellezza della fede e abbia proposto la bellezza come strada verso la fede».

La camera ardente si svolgerà oggi nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze, la città che gli ha dato i natali, il 12 febbraio 1923. Il feretro arriverà questa mattina da Roma, la città dove Zeffirelli viveva e dove è morto sabato a 96 anni. Personalità e cittadini potranno dare l’ultimo saluto dalle 11 alle 23. 

Per il giorno del funerale il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha proclamato il lutto cittadino così da rendere omaggio «a uno dei più grandi esponenti della cultura mondiale», un fiorentino dal carattere «verace» e una «passione instancabile per il lavoro e per la sua città» dove «tornava appena poteva», dove ha creato il centro-museo che custodisce il suo patrimonio artistico. E dove sarà sepolto, nella cappella di famiglia al cimitero monumentale delle Porte Sante, a San Miniato al Monte.

Gli oggetti più preziosi contenuti nella villa romana nel cuore dell’Appia Antica - dove ieri è venuto in visita il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - saranno trasferiti a Firenze, nella sede della Fondazione Zeffirelli, a due passi da piazza della Signoria, dove sono già custoditi disegni, bozzetti, copioni, sceneggiature, libretti d’opera, fotografie, filmati e una biblioteca di oltre diecimila volumi. Un progetto pianificato da tempo e nei dettagli dallo stesso Maestro insieme ai due figli adottivi, Luciano e Pippo. Si tratta di un patrimonio immenso, «stimabile in 180 milioni di euro», ha spiegato quest’ultimo. 
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Lunedì 17 Giugno 2019, 07:30
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