Foto ritoccate e messe sui social per denigrare prof e compagni: 300 sospesi in una media
di Giammarco Oberto

Foto ritoccate e messe sui social per denigrare prof e compagni: 300 sospesi in una media

Giorno dopo giorno, durante il lungo anno di Dad, mentre sui loro computer gli insegnanti facevano lezione, loro, gli alunni, facevano partire una lezione parallela: scattavano foto di nascosto alle faccine di insegnanti e compagni allineati sullo scherno, le ritoccavano, le condivano con insulti, e le condividevano sulle chat e sui social. È cominciata poco alla volta, è diventata una lunga catena di Sant'Antonio che li ha coinvolti tutti. E resi tutti colpevoli. E ieri, ultimo giorno di scuola, per gli alunni della media Riberi di Caraglio, nel Cuneese, la dirigenza ha preso un provvedimento drastico ed esemplare: sono stati sospesi tutti e trecento, alunni di 12 classi, dalla prima alla terza.
Sospesi ma con l'obbligo di andare in classe, nell'ultimo giorno, per una sessione straordinaria di educazione civica, con le lezioni focalizzate «su iniziative di riflessione riguardo a quanto accaduto». Lo ha spiegato con profonda amarezza la dirigente scolastica Raffaella Curetti in una lunga lettera alle famiglie. Denuncia «un'intensa attività di immagini scattate durante la Dad o a scuola, di nascosto, a insegnanti e compagni, modificate a scopi denigratori e sovente accompagnate da parolacce, insulti, pesanti allusioni sessuali, fatte circolare nei gruppi dei ragazzi.

 

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Alcuni hanno ammesso le loro responsabilità, i più hanno negato. Moltissimi hanno riconosciuto di aver visto le immagini, chi sul proprio telefonino, chi su quello di compagni e amici». E si sono giustificati dicendo che «era solo per ridere, uno scherzo». «La cosa che ci amareggia di più - sottolinea la preside - è che nessuno ha ritenuto di fermare questa catena, segnalando la cosa ai genitori o agli insegnanti. Abbiamo sempre cercato di spiegare ai ragazzi i rischi dei social e della rete, mettendoli in guardia anche rispetto alle regole e alle conseguenze di eventuali iniziative condivise, come la diffusione di immagini di altri».
Il collegio dei docenti ha così «concordato sul fatto che occorra dare un segnale netto». Nella lettera la dirigente non esclude di adottare altri provvedimenti, dato il contenuto altamente offensivo di alcune immagini circolate. E ricorda che in Italia sotto i 14 anni un ragazzino può iscriversi a Whatsapp, Tik Tok, Instagram solo con il consenso dei genitori. «Che ne hanno anche la piena responsabilità».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 11 Giugno 2021, 08:46
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