Caterina e la community contro le fake news: «I social vanno contaminati con la positività»

Qui ci vuole un “genio positivo”. Con i contagi da Covid che aumentano e il futuro sempre più incerto, la ricerca della felicità e delle “azioni che fanno bene” al corpo e all’anima è oramai un must. Specie sulla Rete. 
Così diventa una figura professionale quella di Caterina Schiappa (ex sciatrice di livello nazionale, 43 anni, nativa di Scanno in Abruzzo ma romana d’adozione, docente presso l’Università Europea della Capitale), che si definisce anche «batterista, divoratrice di libri, “ducatista” (dalla passione per una marca di moto), camminatrice e viaggiatrice». Ma, prima di tutto, «traghettatrice di buone notizie. Insomma, un genio positivo». 
Venti canali tematici su YouTube, centinaia di follower incalliti. Sul web il volto e le parole di Caterina sono familiari e piuttosto ricercate: «È il progetto della Digital Bench che funziona - dice - con la “scienza della felicità” che oramai fa parte della vita quotidiana. Siamo una community con decine di coach e manager che insegnano a vivere meglio, a puntare sulla leadership positiva e su progetti che mettano al centro la condivisione e la creatività». 
Invertire la “chimica negativa”: ecco il claim di questi “allenamenti digitali” in grado di sollecitare nelle persone la produzione di endorfine che combattono gli ormoni dello stress. Una battaglia che si combatte sui social, perché oramai salute e stato d’animo dipendono da quello che si legge e si scrive su Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp e così via. Contenuti sempre più ad alto grado di aggressività, odio, ansia come dimostrano recenti e autorevoli studi. «Invece il nostro obiettivo è quello di “contaminare” il mondo digitale di notizie con il segno positivo». Tra i diffusori di “happy news” figurano l’ex campionessa di volley Maurizia Cacciatori, il direttore della Divisione Consulting Services di Microsoft Italia Fabio Moioli, i registi televisivi e filmakers Thomas Torelli e Francesca Chialà, l’attrice Eleonora Sergio. 


«Una community, appunto, che coinvolge anche decine di aziende che hanno compreso come il raggiungimento di certi obiettivi sia legato allo “star bene” dei dipendenti». 
Potere del “pensiero positivo”. Non solo. Dall’esperienza negativa del lockdown causato dal Covid, ha preso corpo il progetto della “ragazza della panchina”, che è diventato anche un libro. Racconta ancora Caterina Schiappa: «Eravamo barricati in casa ma io potevo “permettermi” di andare - da sola - sulla panchina che sta proprio di fronte al lago di Scanno. Ogni giorno leggevo la pagina di un libro e postavo i miei pensieri legati a quella lettura. In pochissimo tempo avevo migliaia di follower, che ogni giorno volevano il “mio” pensiero felice». Così le panchine sono diventate sette, ad ognuna è stato dato un colore e a breve prenderà il via un percorso guidato a caccia dello stato d’animo migliore. Sette stazioni di meditazione collocate su altrettante panchine virtuali: quella dell’essere abbinata all’arancione, della creatività al viola, dell’inclusione al rosso, dell’ascolto al giallo, della trasformazione al color indaco, della divulgazione al tiffany e del dono al verde.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 2 Dicembre 2021, 09:27
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