Fase 2, nuovo decreto in arrivo: «Multe da 400 a 3mila euro per chi va fuori regione o viola la quarantena»

Fase 2, nuovo decreto in arrivo: «Multe da 400 a 3mila euro per chi va fuori regione o viola la quarantena»

La fase 2 si avvicina e con essa le nuove regole sulle riaperture che dovrebbero parzialmente e gradualmente farci tornare alle vecchie abitudini, seppur con grande cautela. Oggi in Consiglio dei ministri dovrebbe approdare un decreto legge quadro di 3 articoli a cui dovrebbe seguire un nuovo Dpcm, che potrebbe essere varato tra stasera o più probabilmente domani.

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All'interno del decreto le regole di massima a cui le Regioni dovranno ispirarsi per allentare o restringere le misure anti-Convid19. Innanzitutto ci si potrà muovere liberamente nella propria regione di residenza, senza alcun limite. Resta tuttavia il divieto di spostamento da una regione all'altra, scrive l'agenzia Adnkronos. Su questo fronte, qualcosa cambierà solo a partire dal 3 giugno, ma con delle limitazioni e in base all'andamento dell'epidemia. «A partire dal 18 maggio 2020 gli spostamenti all'interno del territorio regionale non sono soggetti ad alcuna limitazione».

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La stretta resta tuttavia «relativamente a specifiche aree del territorio regionale, soggette a particolare aggravamento della situazione epidemiologica». «Fino al 2 giugno 2020 sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». Dal 3 giugno però si apre uno spiraglio per gli spostamenti da una Regione all'altra, ma «in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree», si legge ancora nel testo. 

NORME FINO A 31 LUGLIO Le misure contenute nel decreto legge quadro che il Consiglio dei ministri punta ad approvare nella riunione di mezzogiorno saranno valide fino al termine dello stato di emergenza, ovvero fino al prossimo 31 luglio. Stando a fonti di governo, al decreto dovrebbe seguire -tra la serata di oggi ma con ogni probabilità nella giornata di domani- il varo di un nuovo Dpcm.

DIVIETO PER CHI E' IN QUARANTENA Da lunedì prossima, 18 maggio, decisivo allentamento delle misure di contenimento del Covid-19. Ma alcuni paletti restano fermi, come quello di restare obbligatoriamente in case se sottoposti a quarantena. «È fatto divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora - si legge nel dl quadro che arriverà oggi in Consiglio dei ministri - per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena per provvedimento dell'autorità sanitaria in quanto risultati positivi al virus, fino all'accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria».

SINDACO PUO' CHIUDERE AREE «Il sindaco può disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile garantire adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro». ​«Il prefetto assicura l'esecuzione delle misure disposte da autorità statali, nonché monitora l'attuazione delle restanti misure da parte delle amministrazioni competenti». 

«Le attività economiche e produttive sono consentite a condizione che rispettino i contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di esercizio o in ambiti analoghi, adottati a livello nazionale» pena «la sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza». Nel decreto è scritto nero su bianco che «le singole regioni possono adottare propri protocolli nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali».

Per le Regioni, poi, il decreto prevede la trasmissione giornaliera dei dati sull'andamento epidemiologico e sullo stato di salute del sistema sanitario regionale all'Iss, al ministero della Salute e al Comitato tecnico scientifico, così da intervenire nell'immediato se sarà necessaria una nuova stretta a livello territoriale. «Per garantire lo svolgimento delle attività economiche e produttive in condizioni di sicurezza - si legge infatti nel testo visionato dall'Adnkronos - le regioni monitorano con cadenza giornaliera l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale.

I dati del monitoraggio sono comunicati giornalmente dalle Regioni al Ministero della Salute, all'Istituto superiore di sanità e al comitato tecnico-scientifico». In relazione all'andamento della situazione epidemiologica sul territorio, «la Regione, informando contestualmente il Ministro della salute, può introdurre, anche nell'ambito delle attività economiche e produttive svolte nel territorio regionale, misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte ai sensi dell'articolo 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19».

LE SANZIONI Stop da 5 a 30 giorni per le attività economiche che non si attengono alle misure anti-Covid19. È quanto prevede la bozza del dl quadro che approderà oggi in Cdm, e che introduce inoltre «la sanzione amministrativa di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020», ovvero da 400 a 3000 euro. La sanzione non è prevista solo per le imprese, ma anche per i cittadini che aggirano le regole. «In caso di reiterata violazione della medesima disposizione - si legge inoltre nel testo visionato dall'Adnkronos - la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Maggio 2020, 13:50
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