Esterino Montino non ci sta. Lo sfogo social del sindaco di Fiumicino dopo la gogna mediatica per i 24mila euro trovati nella cuccia del cane

Esterino Montino non ci sta. Lo sfogo social del sindaco di Fiumicino dopo la gogna mediatica per i 24mila euro trovati nella cuccia del cane

Esterino Montino non ci sta. Dopo il ritrovamento dei 24mila euro nella cuccia per cani, ormai in disuso, nell'azienda agricola di Capalbio del sindaco di Fiumicino e della moglie Monica Cirinnà, la gogna mediatica che si è scatenata nei suoi confronti e nei confronti della sua famiglia lo ha portato allo sfogo sui social.

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Uno sfogo volto a ricostruire la vicenda e a voler dimostrare la totale innocenza sua e di tutta la sua famiglia. Una denuncia di una «società che nutre sempre più odio e che gode nel vedere le persone alla gogna, che somiglia più ad un combattimento all'ultimo sangue perenne, ad una guerra a chi fa più male all'altro».

Queste le parole di Esterino Montino: «Quello che sta succedendo in questi giorni è tanto incredibile quanto disarmante. Partiamo dai fatti. Durante dei lavori in un'area della nostra azienda agricola in cui è presente una vecchia cuccia per cani inutilizzata da anni, a più di 200 metri dalla nostra abitazione, vicino a un capannone per gli attrezzi e a ridosso di una strada comunale, un operaio e mio figlio trovano dei soldi. Li trovano dentro questa vecchia cuccia, appunto. La prima cosa che fa mio figlio è avvisarmi dell’accaduto. Noi eravamo a Roma al funerale del nostro avvocato. Al rientro ci mostra cosa ha trovato e insieme, immediatamente, decidiamo di chiamare i carabinieri. Cioè decidiamo di tenere il comportamento normale che chiunque dovrebbe avere quando trova qualcosa non sua. Voi cosa fareste se trovaste, nella vostra proprietà , un portafogli pieno di soldi non vostro? Sono certo che lo portereste dai carabinieri o dalla polizia. Torniamo ai fatti. Nel giro di mezz'ora, il maresciallo dei carabinieri di Capalbio, accompagnato da un collega, arriva a casa nostra. Raccontiamo l'accaduto, consegniamo i soldi. Il maresciallo li acquisisce e li conta. Poi vanno tutti in caserma, dove mio figlio firma il verbale. Gli inquirenti stanno indagando per scoprire da dove arrivino quei soldi, com'è giusto che sia. Questo è quello che è successo. Ed è agli atti dei carabinieri e ora della procura di Grosseto.

La cosa incredibile è quello che succede dopo: una valanga di ingiurie, insulti, offese, veleno. Una vera gogna mediatica e social. Titoli di grandi giornali che parlano di "giallo dell'estate" e mistero, associando a queste parole il mio nome e quello di mia moglie. Titoli i cui articoli hanno spesso toni molto diversi. Come se i direttori delle testate non sapessero benissimo che la maggior parte delle persone si ferma al titolo. Per non parlare degli articoli leggibili solo a pagamento: quante persone pensate che li abbiano letti, rispetto a quante si sono fermate al titolo e vomitano odio, ininterrottamente, da ieri?

Viene da pensare che sia voluto, che si voglia alimentare lo scontro, la violenza verbale. O forse sono strategie solo per avere migliaia di condivisioni sui social sottovalutando, colpevolmente!, le conseguenze gravissime che questi metodi hanno. Non so, davvero, cosa sia peggio. Quello che ne segue, anche per mano di pagine e personaggi molto seguiti sui social, è un continuo seminare il dubbio e alimentare il sospetto su persone che si comportano in modo normale. Lo ripeto, normale. Perché questo abbiamo fatto, io e la mia famiglia: invece di metterci in tasca soldi non nostri trovati per caso facendo dei lavori, li abbiamo consegnati alle forze dell'ordine.

Ma questo si vede che non è considerato accettabile. Essere persone oneste, non è accettabile. Deve per forza esserci un mistero, un giallo, qualcosa che non si dice, che si nasconde. Tutto perché mia moglie ed io facciamo politica da molti anni. Quindi, a quanto pare, deve essere scontato che siamo disonesti. A priori. Senza neanche uno straccio di prova. Anzi, davanti alla prova provata dell'esatto contrario!

Nessuno che abbia neanche preso in considerazione il fatto che, per avere sporto denuncia, potremmo anche subire delle ritorsioni. Né che dare fuoco alle polveri in questo modo così irresponsabile può, a sua volta, scatenare gesti folli di qualcuno che dalle parole decide di passare ai fatti.


Le forze dell'ordine, non a caso, in queste ore hanno alzato i livelli di attenzione, preoccupandosi anche di questo, oltre che di risalire all'origine dei soldi. E di questo le ringrazio a nome di tutta la mia famiglia e delle persone che lavorano con noi e che meritano di essere tutelate.

A forza di alimentare questo modo di fare comunicazione e di dare le notizie, così morboso, non ci si lamenti, poi, quando l'ondata di fango colpirà altri: è l'unica conseguenza possibile. E’ quello che stiamo insegnando alle persone.


Vi farei leggere anche solo un decimo delle schifezze che in queste ore stanno circolando sul web: minacce, insulti sessisti e volgari contro Monica, insinuazioni di ogni tipo.
Invece di plaudire a un comportamento onesto, buttiamo nell'arena chi quel comportamento l'ha avuto. Io lo trovo davvero disarmante.


Ma qualcuno ci ha pensato a cosa potrebbe provocare questo modo di fare? Proviamoci insieme. Ad esempio, nessuno si stupisca se domani, dopo quello che sta succedendo a me e a mia moglie, qualcuno che trovasse per caso soldi non suoi decidesse di intascarseli, piuttosto che sporgere denuncia e rischiare di passare lui per il delinquente. Cosa che, per altro, traspare da moltissimi commenti che tutti potete leggere.


Questo è il modo migliore per favorire l'omertà e comportamenti disonesti: esattamente quello che, a parole e nei titoloni, si dice di condannare. Essere persone normali e oneste è diventato difficile. Per fortuna, sono tanti anche i messaggi di solidarietà che ci stanno arrivando. E voglio ringraziare, di cuore, tutte e tutti coloro che li stanno mandando.


La preoccupazione, però, è che stiamo precipitando in un baratro che trasforma questo paese in una società che si nutre di odio, che gode nel vedere le persone alla gogna, che somiglia più ad un combattimento all'ultimo sangue perenne, ad una guerra a chi fa più male all'altro, che non ad una comunità con valori condivisi. E questo è drammatico e dovrebbe farci riflettere tutte e tutti».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Agosto 2021, 08:13
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