Esplosione in cascina, il pm: «Chi lo ha fatto, lo ha fatto per uccidere»

Esplosione in cascina, il pm: «Chi lo ha fatto, lo ha fatto per uccidere»

Continua il giallo dell'esplosione a Quargnento, che nella notte tra lunedì e martedì ha causato la morte di tre vigili del fuoco. Il procuratore di Alessandria Enrico Cieri stamattina ha fatto il punto sulle indagini relative all'edificio esploso: «Chi l'ha fatto, lo ha fatto per uccidere», ha detto il magistrato. «È chiaro che il gesto non si inquadra in ripicche di vicinato, ma è ben più grave».

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Ieri il proprietario del palazzo, in lacrime, aveva detto di essere 
«distrutto dal dolore» per quanto accaduto. E alla domanda su quale secondo lui fosse il movente di quello che dai primi momenti è subito sembrato essere un atto deliberato, ha risposto: «Tanta invidia». 

DOMANI I FUNERALI Tutti in fila, commossi e in silenzio, per rendere omaggio ai tre vigili del fuoco uccisi dall'esplosione di Quargnento che, nella notte tra lunedì e martedì, ha distrutto un cascinale. È grande il dolore della folla che, in attesa dei funerali di domani, si raduna davanti al Comando provinciale di corso Romita. Giovani e meno giovani, tanti genitori con i figli, piangono Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo. «I nostri eroi», come li definisce la grande scritta realizzata in un cuore rosso all'ingresso dell'edificio.

Nell'hangar della caserma le bare sono avvolte nel tricolore. Sopra il casco e la foto delle tre vittime, a cui la procura di Alessandria sta cercando di dare giustizia. Le indagini dei carabinieri sono serrate. «Per comprendere meglio cosa sia successo e chi abbia commesso l'atto scellerato continuano ad essere sentite più persone», sottolinea il procuratore Enrico Cieri, che non ha dubbi sul dolo. «È chiaro che il gesto - aggiunge il magistrato - non si inquadra in ripicche di vicinato, ma è ben più grave. Chi l'ha fatto, lo ha fatto per uccidere». Sono due le bombole sequestrate dagli inquirenti tra le macerie. «Stiamo cercando di capire chi possa averle comprate, dove e quando», dice ancora Cieri, spiegando che «per ora nulla fa pensare che siano state azionate a distanza». Esplosivo non è stato trovato e il congegno, rudimentale, era realizzato «con elementi che si possono trovare sul mercato».

Un giallo nel giallo è l'assicurazione dell'edificio, su cui il procuratore però non parla. «Quale era il suo valore e quando era stata stipulata?», chiedono i giornalisti. «No comment», è la risposta del magistrato. Domani sarà lutto cittadino ad Alessandria, dove è atteso anche il premier Conte, per quei ragazzi che sognavano di indossare la divisa da vigile del fuoco per «aiutare la gente». «Se domani non dovessi più tornare, racconta a tutti del mio amore esagerato per questa divisa. Racconta a tutti che ero riuscito a diventare ciò che sognavo da bambino», diceva Marco Triches in un video realizzato nel periodo dell'addestramento. «Non mi sento un eroe - diceva -. Mi sento una persona che spera di avere l'opportunità di salvare della gente». «Parole da brividi», le definiscono oggi i colleghi.

Giovedì 7 Novembre 2019, 16:13
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