Emanuela Orlandi, Vaticano choc. Nella Nunziatura ossa di due persone. «Sono di una donna»

Sarebbero di una donna, secondo un primo esame, alcune delle ossa trovate nella sede della Nunziatura apostolica di via Po a Roma, su cui si sta indagando. L'evidenza emergerebbe dall'esame delle ossa del bacino.

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Secondo le prime informazioni le ossa, ritrovate durante i lavori di rifacimento del pavimento, potrebbero appartenere a due persone differenti. 

«C'è una attività istruttoria in corso e contiamo di avere notizie più dettagliate nei prossimi giorni». È quanto riferito dall'avvocato Laura Sgrò che ha accompagnato questa mattina Pietro Orlandi in Procura dopo l'apertura di un fascicolo legato al ritrovamento di alcune ossa nella Nunziatura Apostolica di via Po.

Reperti scoperti da 4 operai. Sono quattro gli operai che la Procura di Roma ascolterà nell'ambito dell'inchiesta sul ritrovamento di reperti ossei nella Nunziatura Apostolica. I quattro operai sono quelli che materialmente hanno rinvenuto le ossa mentre lavoravano. Obiettivo degli inquirenti è ricostruire, nel mondo più dettagliato possibile, il momento e il luogo preciso del ritrovamento.

Il sopralluogo. Si è svolto ieri sera, intorno alle 21.30, un nuovo sopralluogo della polizia Scientifica all'interno della Nunziatura, dove sono state ritrovate alcune ossa che saranno analizzate per verificare se possano appartenere a Emanuela Orlandi o a Mirella Gregori. La scientifica assieme agli uomini della Squadra Mobile erano intervenuti al momento della segnalazione del ritrovamento, ovvero due giorni fa. Anche stamattina la Nunziatura è presidiata, come tutti i giorni, da due militari e all'interno proseguono i lavori di ristrutturazione, gli stessi che hanno portato al ritrovamento della ossa. «Qui si sentono sempre i rumori dei lavori degli operai e del servizio di giardinaggio», spiega un residente. La struttura è blindata e alcuni religiosi sorvegliano a distanza i rari momenti in cui vengono aperte le entrate. «Saranno le indagini a chiarire questa vicenda. Non dico altro», ha detto don Giulio, dopo essere uscito dalla Nunziatura di via Po. Intantogli investigatori stanno sentendo anche gli operai. «Oggi abbiamo notato più controlli sui lavori, con alcuni supervisori presenti al cantiere», riferiscono i manovali che lavorano all'interno della Nunziatura. «Per il resto tutto si svolge come sempre. Qui all'interno ci sono diverse ditte che lavorano a distinte operazioni» aggiungono. A quanto si è appreso, oltre ai lavori di ristrutturazione e a quelli straordinari di giardinaggio, sono anche in corso operazioni di restauro di alcuni dipinti.

Il medico legale. Se si riuscirà ad estrarre il Dna dai resti basteranno 7-10 giorni per capire se sono effettivamente quelli di Emanuela Orlandi. Lo afferma Giovanni Arcudi, direttore della Medicina Legale dell'università Tor Vergata di Roma, secondo cui altrimenti gli esami potrebbero richiedere tempi più lunghi.

 
Ultimo aggiornamento: Giovedì 1 Novembre 2018, 12:41
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