Mottarone, Eitan arrivato in Israele. I parenti: «Così volevano i suoi genitori». Ora è in cura in ospedale

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Il piccolo Eitan, sopravvissuto alla tragedia della funivia Mottarone, è attualmente curato da medici in un ospedale alla periferia di Tel Aviv. Lo ha detto la famiglia materna del bambino in Israele citata dalla tv Canale 12. «L'amato Eitan - ha spiegato - è tornato in Israele dopo aver perso tutta la sua famiglia, come volevano i suoi genitori». Non appena arrivato in Israele - ha aggiunto - Eitan è stato affidato «ad uno staff medico presso l'ospedale Sheba».

La stessa zia Gali Peleg questa mattina aveva spiegato alla radio 103 che il piccolo «adesso riceve l'assistenza» medica e psicologica «migliore possibile».

 

 

 

Il Tribunale di Pavia, che nei mesi scorsi aveva confermato la nomina della zia paterna Aya Biran come tutrice legale di Eitan, il bimbo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone e ieri portato in Israele dal nonno materno, aveva stabilito anche, con un provvedimento dell'11 agosto scorso, che il piccolo non poteva «espatriare» se non «accompagnato dalla tutrice» o con l'autorizzazione della stessa. Un divieto di espatrio che valeva sia nel caso fosse stato presentato per lui un passaporto italiano che per quello israeliano. E questo «ordine» del giudice, «violato» dalla famiglia materna del bambino, come ha chiarito l'avvocato Cristina Pagni, che assiste sul fronte civile Aya Biran, su decisione dello stesso Tribunale era stato inoltrato «alla Questura e alla Prefettura di Pavia» per «essere inserito - come si legge nel provvedimento - nelle banche dati delle forze dell'ordine preposte ai controlli in uscita dal territorio» italiano. Un ordine che, come fa notare il legale, non è servito perché è stato violato dal nonno, assieme forse ad altre persone. Si è trattato, dunque, di un «trasferimento illecito».

A inizio agosto, poi, lo stesso giudice aveva disposto la «restituzione» del passaporto israeliano del bimbo da parte della famiglia materna che avrebbe dovuto consegnarlo «alla tutrice» entro il 30 agosto. Cosa non avvenuta. «Il passaporto era in mano a Shmuel Peleg - ha detto il legale - per ragioni poco chiare».

 

L'avvocato Pagni ha spiegato che di ciò che è accaduto ieri è stata informata anche la Procura dei minori di Milano. E ha annunciato che domani i legali incontreranno «il giudice tutelare a Pavia per attivare la Convenzione internazionale dell'Aja del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale dei minori». Sempre per domani è previsto un vertice in Procura a Pavia tra investigatori e pm e gli inquirenti potrebbero incontrare anche i legali della zia paterna, tra cui anche l'avvocato Armando Simbari.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 13 Settembre 2021, 11:55
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