Discoteche in Sardegna, la mail del Cts: «Riaprirle è necessario». Solinas: «Hanno montato caso mediatico»

Discoteche in Sardegna, la mail del Cts: «Riaprirle è necessario». Solinas: «Hanno montato caso mediatico»

Riaprire le discoteche perché «inevitabile e necessario»: era questo il parere di almeno due componenti del Cts sardo, dopo che negli ultimi giorni un servizio di Report ha sollevato polemiche sull'apertura estiva dei locali in Costa Smeralda. Alle 21.28 dello scorso 11 agosto, uno dei membri del Cts, Stefano Vella, dava il via libera all'ordinanza del governatore Christian Solinas sull'apertura delle discoteche, provvedimento poi finito al centro di un'inchiesta della Procura di Cagliari per epidemia colposa.

 

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Il messaggio è indirizzato al direttore generale dell'assessorato alla Sanità, Marcello Tidore, che alle 19.53 aveva trasmesso a Vella il testo dell'ordinanza per avere le opportune valutazioni. «Ho sentito per il momento solo Giovanni Sotgiu (l'altro membro del Cts, allora ne facevano parte anche Pietro Cappuccinelli e Francesco Cucca, ndr), ma a lui e a me va bene - si legge nel testo - Perché sono solo all'aperto ed è inevitabile e necessario che riaprano, oltre ai controlli delle forze dell'ordine, che andranno rinforzati». L'inchiesta, scrive l'ANSA, si avvia ora verso l'archiviazione.

 

VELLA: "PARLAVO A TITOLO PERSONALE" Interpellato da Repubblica, Vella ha affermato di aver parlato in quella mail a titolo personale e non a nome del Comitato tecnico scientifico: «Non posso parlare molto perché c'è un'indagine in corso, però una cosa la voglio dire: quella mail non è, né può essere considerata, un parere del Cts. Né tantomeno un parere positivo all'idea di tenere aperte le discoteche in estate, verso cui come Comitato ci siamo sempre ufficialmente opposti, ritenendola pericolosa e sbagliata, visto il grande afflusso di turisti sull'isola. Io parlavo solo a titolo personale».

 

«Ho dato l'ok solo al testo dell'ordinanza che mi è stata mandata in extremis - spiega Vella a Repubblica - senza che fosse stato mai convocato il Cts. In Regione avevano una gran fretta di farla uscire. L'ho fatto perché, fermo restando la nostra opposizione alla riapertura, la bozza recepiva delle nostre indicazioni, come il divieto di ballo nei locali al chiuso. Ho provato a ridurre il danno di una scelta politica che era già stata presa». Sul passaggio controverso della mai - «è inevitabile e necessario che riaprano» - Vella precisa: «intendevo dire che per loro, come mi avevano fatto capire esplicitamente, era inevitabile e necessario riaprirle. Per loro, non certo per noi».

 

SOLINAS: PIANO MEDIATICO CONTRO DI NOI «Qualcuno ha accompagnato le troupe televisive per montare più o meno veritieri casi mediatici che hanno generato un'immagine negativa della Sardegna quale untrice del resto d'Italia, mentre così le cose non sono state. Nel mentre c'era chi lavorava per garantire al meglio la salute dei sardi e la possibilità di affrontare l'emergenza in corso». Così il governatore Christian Solinas durante una video conferenza stampa per illustrare il piano dei prossimi 40 giorni contro la seconda ondata di contagi da Covid nell'Isola. «La situazione è pienamente sotto controllo, a dispetto delle rappresentazioni che qualcuno tende a fare procurando allarme, l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno».

 

«Gli indicatori parlano di una Sardegna in fascia di criticità moderata, a dimostrazione - chiarisce - che la gestione della fase epidemiologica fino a questo momento ha contemperato al meglio le ragioni della tutela sanitaria con le esigenze complessive del popolo sardo». Il piano, spiega, «rappresenta un atto di programmazione per i prossimi quaranta giorni sull'incremento dei posti letto, su dove saranno attivati quelli di degenza ordinaria, di terapia intensiva e sub intensiva, su cosa succederà dal punto di vista dei percorsi di tracciamento e sulla necessità di attivare le reti territoriali». Dopo il suo intervento, durato dieci minuti, Solinas ha abbandonato la conferenza stampa lasciando la parola all'assessore della Sanità Mario Nieddu e al commissario straordinario di Ares Massimo Temussi.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 13 Novembre 2020, 13:24
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