Dirigente Forza Nuova picchiato, 5 giovani in questura. Gli attivisti: "Sanno tutti chi è stato, anche il sindaco"

Il giorno dopo la violenta aggressione a Palermo ai danni di Massimo Ursino, segretario provinciale di Forza Nuova, legato mani e piedi e picchiato, sono in corso nel capoluogo siciliano perquisizioni, da parte della polizia, nei confronti di soggetti che sarebbero coinvolti nell'aggressione. Ursino, secondo quanto diagnosticato dai medici (che hanno parlato di una prognosi di venti giorni) ha una frattura al naso, ematomi al volto e in tutto il corpo e una sospetta lesione alla spalla: l'aggressione è avvenuta ieri sera da un gruppo di almeno sei persone a Palermo, nella centrale via Dante, a pochi passi dalla sede del movimento di estrema destra. 

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Sarebbero cinque le persone individuate dalla Digos nell'ambito dell'indagine sull'aggressione subita ieri pomeriggio dal segretario provinciale di Forza Nuova di Palermo Massimo Ursino. In questo momento si trovano in Questura; la loro posizione è al vaglio degli inquirenti. La polizia sarebbe arrivata ai presunti responsabili del pestaggio, legati alla «sinistra antagonista», esaminando le immagini di alcune telecamere della zona. Questa mattina sono stati perquisiti i locali dello studentato «Malarazza» di via Cavour.

L'aggressione - Ursino è stato imbavagliato, legato con del nastro adesivo e malmenato in pieno centro - è stata rivendicata con una email inviata ad alcuni organi di informazione insieme al video del pestaggio realizzato da una ragazza del «commando» con uno smartphone. Nel video si sente la voce della giovane che ripete «è uno scherzo» e i lamenti della vittima.

UN TESTIMONE: BLOCCATO DAVANTI AL SUPERMARKET «Massimo Ursino era entrato nel nostro supermercato per fare la spesa. Non appena è uscito è stato aggredito da cinque o sei ragazzi». Lo racconta Elisabetta Alaimo, figlia del titolare del supermercato Maddalena in via Dante a Palermo, testimone del pestaggio avvenuta ieri sera nei confronti del segretario provinciale di Forza Nuova. «Lo hanno bloccato mentre aveva ancora in mano il sacchetto della spesa - aggiunge - e lo hanno legato. Poi hanno visto un metronotte e sono fuggiti verso il Politeama». Massimo Ursino, dopo essere stato medicato in ospedale, è uscito dal Pronto Soccorso accompagnato dalla moglie cercando di evitare i giornalisti. Fino ad ora non ha rilasciato alcuna dichiarazione sull'aggressione. 



I MILITANTI: "SANNO TUTTI CHI È STATO, ANCHE IL SINDACO ORLANDO" «A Palermo lo sanno tutti chi sono gli aggressori, anche il sindaco Orlando». Così alcuni militanti di Forza Nuova si sono sfogati davanti al Pronto Soccorso dell'ospedale Civico dove veniva medicato Massimo Ursino, il dirigente provinciale del movimento di estrema destra che ieri sera è stato picchiato a sangue nel corso di un raid compiuto in un strada del centro da un gruppo di almeno sei persone.

Sull'aggressione è intervenuto anche il sindaco Orlando, con un comunicato diffuso a tarda sera. «Quanto avvenuto con l'aggressione ai danni del segretario provinciale dell'organizzazione neofascista Forza Nuova a Palermo - si legge nella nota - è il segno della degenerazione che la politica italiana sta subendo, dopo avere sottovalutato la recrudescenza di fenomeni e comportamenti fascisti e razzisti, che rischiano di infettare culturalmente la società civile, anche quella che antifascista e antirazzista si proclama. Il fascismo non si combatte con lo squadrismo, bensì con la cultura e la resistenza».

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LA RIVENDICAZIONE Il raid punitivo contro Massimo Ursino, dirigente provinciale di Forza Nuova, è stato rivendicato con un comunicato inviato via mail a diversi organi di informazione locale. «A pochi giorni dall'arrivo in città di Roberto Fiore, atteso in città per un comizio in conclusione della campagna elettorale - si legge nella email - Massimo Ursino, uomo di spicco e dirigente nazionale del partito Forza Nuova, è stato colpito in modo esemplare mentre passeggiava per le vie del centro. È stato bloccato, immobilizzato e legato con del nastro adesivo, poi lasciato a terra senza possibilità di fuggire».

«Chi afferma che esista una 'minaccia fascista', a Palermo come in tutta la Sicilia - prosegue la nota - dovrà ricredersi: questi uomini di poco conto appartenenti a formazioni neofasciste, che fanno di razzismo e discriminazioni il loro manifesto politico nonchè la costruzione della loro identità forte e battagliera, si sgretolano in men che non si dica sotto i colpi ben assestati dell'antifascismo. Infatti non sono in grado di difendere sè stessi, figuriamoci di attuare il loro programma politico
».

Indagini sono in corso da parte della Digos per identificare gli autori del raid che è stato ripreso con un telefonino da una ragazza che faceva parte del gruppo di aggressori. Le immagini sono particolarmente cruente. Nel video, pubblicato su YouTube, si sente la ragazza che cerca di tranquillizzare i passanti terrorizzati: «Tranquilli, è solo una scherzo...».


«I fatti avvenuti oggi sono la dimostrazione del fatto che sul territorio palermitano esiste chi ripudia il fascismo e non ha timore di lottare per bloccarlo e schiacciarlo - conclude il comunicato - a partire da questi protagonisti del forzanovismo, guerrieri a parole, violenti nelle immagini che evocano forse, ma incapaci di proteggere la propria incolumità e di conquistare qualsiasi forma di potere politico. Palermo è antifascista, nelle pratiche e nella quotidianità di chi la vive. A Palermo non c'è spazio per il fascismo».
Mercoledì 21 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 13:49
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