Desirée Mariottini, via al processo. La mamma: «Dura stare in aula con gli imputati»

Desirée Mariottini, via al processo. La mamma: «Dura stare in aula con gli imputati»

«Dura stare in aula con gli imputati», così la mamma di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina trovata senza vita il 19 ottobre dello scorso anno all'interno di uno stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo a Roma. Oggi il via al processo nell'aula bunker di Rebibbia. «Quando la mamma di Desirée si è accorta del disagio in cui versava la ragazza si è subito attivata e si è rivolta al Sert». Così gli avvocati Maria Teresa Ciotti e Claudia Sorrenti, legali della mamma e della zia di Desirée Mariottini, al termine della prima udienza del processo.

«È dura per la mamma stare nella stessa aula con gli imputati, il processo sarà lungo e ogni udienza sarà una ferita lacerante per lei e per i nonni. Si fanno forza e aspettano giustizia» concludono i legali. 

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«Non sono responsabile della morte di questa ragazza, chiedo perdono e scusa alla madre e alla famiglia e rispetto il loro dolore». Lo ha detto in aula Yussef Salia. Salia, accusato con Alinno Chima, Mamadou Gara e Brian Minthe di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori, ha annunciato di voler ritirare la denuncia presentata contro i genitori di Desirée per omessa vigilanza sulla giovane.

Tra le parti civili c'è anche Telefono Rosa. La terza Corte di Assise ha accolto oggi la richiesta dell'associazione nazionale e della zia di Desiree, Michela. Presente, nell'aula bunker di Rebibbia, molto provata, la mamma di Desiree, Barbara. Nel corso della prima udienza la difesa di uno degli imputati, Mamadou Gara, ha sollevato un'eccezione denunciando l'assenza di un interprete durante l'incidente probatorio che si è svolto nell'udienza preliminare dello scorso 8 ottobre e chiedendo quindi la nullità degli atti svolti in quella sede.

In quella occasione furono ascoltati alcuni testimoni che si trovavano all'interno dell'edificio di via dei Lucani, i quali confermarono di aver provato a chiamare l'ambulanza per soccorrere Desiree ma gli fu impedito dagli indagati. La decisione sul merito si conoscerà nel corso della prossima udienza fissata per il 15 gennaio. 
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 13:02
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