Depressione, test online di 8 minuti svela se si è a rischio: ecco le domande

Si chiama Manto ed è un tool sviluppato dalle università di Bologna, Ferrara, New York e Stoccolma

Depressione, test online di 8 minuti svela se si è a rischio: ecco le domande

di Redazione web

Bastano otto minuti per sapere se si è a rischio depressione. Ce lo dice "Manto", uno strumento tecnologico sviluppato dalla collaborazione cientifica tra l'Università di Ferrara e gli atenei di Bologna, New York e Stoccolma, in uno studio pubblicato sull'American Journal of Geriatric Psychiatry.

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Come funziona Manto

Per conoscere il proprio stato di salute bisogno rispondere ad alcune semplici domande su sé stessi e sulla propria vita quotidiana. Tramite alcuni algoritmi studiati dai ricercatori, il tool saprà dire in anticipo quanto vicini o lontani si è dal cosiddetto male oscuro. Per mettersi alla prova basta connettersi al sito, utilizzabile in maniera gratuita e anonima dalla popolazione over 55, statisticamente più a rischio, che è capace di calcolare la probabilità di sviluppare depressione nei successivi due anni.

Per utilizzare Manto è sufficiente che una persona vada sul sito e risponda ad alcune domande, rigorosamente in forma anonima, sui sintomi di depressione e su alcuni altri aspetti della vita. Non è obbligatorio compilarle tutte, ma più risposte vengono fornite più la stima sarà accurata. Al termine del breve questionario (al momento in italiano o in inglese) il sito produrrà una stima del punteggio di rischio individuale, espressa in percentuale.

Con Manto gli scienziati propongono un approccio innovativo per identificare precocemente e prevenire la depressione (patologia più diffusa tra le donne) di cui sono noti vari fattori di rischio, tra cui i disturbi del sonno, il dolore e altri sintomi fisici. Si tratta di elementi che Manto sembra in grado di rilevare e poi trasformare in una stima del rischio di sviluppare la patologia. 

 

Le conseguenze della depressione

«Secondo l'Oms, la depressione è la principale causa di disabilità nel mondo - sottolinea Martino Belvederi Murri del Dipartimento di neuroscienze e riabilitazione dell'Università di Ferrara, primo autore dello studio - Circa il 15% delle persone soffre di depressione almeno una volta nella propria vita: le conseguenze possono andare da una sofferenza transitoria alla perdita del lavoro e delle relazioni sociali, fino ad arrivare al suicidio».

«L'impatto della pandemia, l'isolamento, la crisi economica e l'innalzarsi dell'età media - continua Murri - hanno fatto sì che la depressione stia diventando un problema economico e sociale estremamente diffuso, soprattutto nella seconda età adulta. Purtroppo la depressione spesso non viene riconosciuta o non riceve tempestivo trattamento. Questo dipende da diversi fattori, come la scarsità di informazione, lo stigma, o la scarsità di risorse dei servizi di salute mentale pubblici».

Cosa fare se il punteggio è basso

Se il punteggio di rischio fosse alto, ad esempio superiore al 60%, niente panico: si può agire in diversi modi. In primis, ad esempio, modificare il proprio stile di vita, come fare attività fisica o impegnarsi in attività stimolanti. Poi si possono trattare i disturbi del sonno o i sintomi dolorosi. Sono inoltre disponibili numerose altre cure ed azioni preventive, come strategie psicologiche, farmacologiche e comportamentali, da sole o in combinazione.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Novembre 2022, 10:28
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