Decreto Sostegni, 32 miliardi per le imprese: ecco quanto spetta alle aziende e alle partite iva bloccate dal Covid
di Alessandra Severini

Decreto Sostegni, 32 miliardi per le imprese: ecco quanto spetta alle aziende e alle partite iva bloccate dal Covid

Vale 32 miliardi il decreto Sostegni che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare oggi pomeriggio. Imprese e professionisti sono in trepida attesa, ma il testo contiene anche norme su vaccini, fisco, scuola e licenziamenti.


Per aziende e professionisti lo stanziamento sarà di 11 miliardi. Ne avrà diritto chi ha registrato un calo del giro di affari almeno del 30% nel 2020. L’indennizzo sarà basato sulla media mensile delle perdite tra l’intero 2020 e l’intero 2019 e sono previste 5 fasce di indennizzo in base al fatturato: dal 60% per le imprese fino a 100mila euro fino al 20% per le imprese con fatturato tra 5 e 10 milioni. Secondo i calcoli del Mef, l’indennizzo medio che andrà a circa 3 milioni di aziende e professionisti sarà di 3.700 euro (da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 150.000). Gli aiuti coinvolgeranno anche le start up e le imprese nate nel 2019 e nel 2020.



I bonifici (o in alternativa il credito d’imposta) saranno erogati dall’Agenzia delle Entrate, ma per accedere al fondo perduto bisognerà presentare un’autocertificazione attraverso una apposita piattaforma che sarà online dal 30 marzo. Ci saranno 60 giorni per fare domanda. I pagamenti dovrebbero partire tra l’8 e il 10 aprile con l’obiettivo di portarli a termine entro fine mese.


La Cassa integrazione Covid sarà prorogata fino a fine 2021 e lo stanziamento è pari a 3,3 miliardi di euro. Per i lavoratori stagionali, delle terme, dello spettacolo e dello sport è prevista un’indennità una tantum di 2400 euro. Sarà rinnovato anche il reddito di emergenza per tre mesi e rifinanziato con un miliardo il Reddito di cittadinanza. Fondi sono previsti per le filiere più colpite, dai 600 milioni per la montagna ai 100 milioni per fiere, catering, eventi bloccati dal Covid.


Restano aperti sul tavolo del governo i nodi della proroga del blocco dei licenziamenti e della pulizia del magazzino delle cartelle esattoriali su cui non c’è accordo nella maggioranza. Lega e M5s vorrebbero cancellare le vecchie cartelle risalenti al periodo 2000-2015 fino a 5mila euro. Il Pd è in dubbio e Leu contraria. Il segretario leghista Matteo Salvini insiste: «È imprescindibile che ci sia la rottamazione di decine di milioni di cartelle esattoriali vecchie: sarebbero letali per milioni di famiglie».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 19 Marzo 2021, 13:07
© RIPRODUZIONE RISERVATA