Decreto Genova, l'allarme di Cantone: «Rischio infiltrazioni mafiose». Martedì incontrerà Salvini

Decreto Genova, l'allarme di Cantone: «Rischio infiltrazioni mafiose». Martedì incontrerà Salvini

Rischio infiltrazioni mafiose per il decreto Genova, dopo il crollo del Ponte Morandi che ha provocato la morte di 43 persone: è l'allarme lanciato e ribadito dal presidente dell'ANAC, l'Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone. Ai microfoni di 24Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino, su Radio 24, Cantone sostiene come il governo abbia «sottovalutato il rischio delle infiltrazioni mafiose». Martedì 16 ottobre Cantone dovrebbe incontrare il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini: al centro dell'incontro proprio il decreto Genova.

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«Io credo - ha detto, auspicando che il provvedimento venga 'corretto' - che ci sia stata una sottovalutazione del tema. La norma dell'esecutivo prevede genericamente un'indicazione senza precedenti: il commissario opera in deroga a tutte le disposizioni di norme extra penali». «Qual è il rischio del decreto? Non è un rischio da azzeccagarbugli o cacadubbi», ha proseguito.

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«I lavori si devono fare ma creando un reticolo di norme vere. La scelta del governo con l'intento di semplificare è stata quella di derogare tutto e di consentire al commissario di fare quel che vuole. Ma non può essere così anche perché il nostro sistema rientra nell'ordinamento europeo e di conseguenza le norme del diritto europeo si applicano. Ma vi immaginate il commissario che applica il diritto europeo senza la mediazione del diritto italiano?».

Cantone ha quindi auspicato che «correggano il decreto»: «forse nella fretta di voler fare un decreto l'esecutivo ha stabilito una clausola onnicomprensiva non prendendo in considerazione l'aspetto del codice antimafia. Del resto credo che la funzione delle audizioni - ha aggiunto il presidente Anac, facendo riferimento a quanto da lui detto ieri alla Camera - sia proprio questo, di aiutare a correggere, e mi auguro che sia fatto».

Parlando più in generale delle deroghe e del sistema degli appalti, Cantone ha affermato: «Quando si dice, 'si deroga tutto', si dimentica che il commissario deve fare un'attività come, ad esempio, espropriare le aree. E in base a quali regole? Ecco, non è questo il sistema ideale per far ripartire gli appalti. L'assenza di regole non è un meccanismo utile. Contano solo poche regole ma certe e chiare».

Giovedì 11 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:12
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