De Luca: «Natale e Capodanno quest'anno non esistono». E attacca gli ospedali privati di Milano

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Natale e Capodanno quest'anno non esistono. È la provocazione di Vincenzo De Luca, Governatore della Campania, che nella consueta diretta Facebook del venerdì mette in guardia il Governo da eventuali modifiche al dpcm sugli spostamenti dai Comuni per 25 e 26 dicembre e 1 gennaio. «La Campania chiede provvedimenti più rigorosi, è contraria al rilassamento, all'apertura della mobilità, a tutte le manfrine a cui stiamo assistendo, comuni piccoli, comuni grandi, cosa dobbiamo fare a Natale», ha detto De Luca.

 

 

«In queste due settimane ci giochiamo il futuro del nostro Paese - ha aggiunto - dobbiamo avere la forza di resistere oggi a tutte le demagogie, dobbiamo avere il coraggio di dire che quest'anno Natale e Capodanno non esistono altrimenti andiamo al disastro». «Devono essere giorni di raccoglimento familiare, religioso, ma non possono essere i giorni delle feste normali, altrimenti andiamo al disastro. Abbiamo visto alcune immagini di Torino e di Milano appena usciti dalla zona rossa, una valanga di persone nelle strade del commercio e della movida. Possiamo deciderci di impiccarci con le nostre mani».

 

 

L'ACCUSA ALL'ISTITUTO TUMORI Punta il dito contro una campagna pubblicitaria messa in atto dall'Istituto nazionale tumori di Milano su alcuni bus di Napoli, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e in merito parla di «pura speculazione». In diretta Fb mostra l'immagine dello slogan: «Invitano i nostri cittadini ad andare a Milano a fare diagnosi», dice. «Siamo di fronte all'ennesimo atto vergognoso di speculazione sulla pelle dei malati - spiega - a Napoli abbiamo il principale istituto di cura dei tumori d'Italia che è il Pascale, questi sono atti di pura speculazione». 

 

 

"CAMPANIA CHIEDE PROVVEDIMENTI PIU' RIGOROSI" «Secondo i media c'è un assedio delle Regioni nei confronti del Governo per chiedere provvedimenti meno rigorosi. La Regione Campania chiede provvedimenti più rigorosi, non meno. Mi auguro che anche il sistema informativo trasmetta notizie rispondenti alla realtà». «Siamo talmente abituati a considerare 'le Regionì soltanto le due, tre o quattro del Centro Nord - ha aggiunto De Luca - che scambiamo le posizioni di tre o quattro Regioni come le posizioni delle Regioni d'Italia. Non è così. La Campania sostiene una linea di rigore, è contraria al rilassamento, all'apertura della mobilità, a queste manfrine alle quali stiamo assistendo su Comuni grandi o piccoli, su che dobbiamo fare a Natale, alla vigilia, a Capodanno».

 

«Siamo la prima regione d'Italia nel tempo di attesa tra sintomi e diagnosi, ci mettiamo 24 ore, unica regione d'Italia».  «Abbiamo il tasso più basso in Italia per decessi Covid - ha aggiunto - nelle terapie intensive ci sono 140 ricoveri, nessun nuovo ricovero, siamo alla metà dei ricoveri del Veneto, meno della metà del Piemonte, un terzo della Lombardia, la metà dell'Emilia e del Lazio. Abbiamo ospitato in questi giorni tutti i nostri pazienti nelle strutture ospedaliere, non abbiamo mandato i pazienti nelle palestre, nelle sagrestie, non li abbiamo messi sui materassini a terra ma ospitati con dignità».

 

SUI FONDI EUROPEI «Per quanto riguarda noi meridionali, in maniera brutalmente chiara, le ipotesi del governo» sull'uso dei fondi europei «configura un ennesimo furto nei confronti delle regioni meridionali», ha aggiunto il Governatore campano. Per De Luca, bisogna mettere in atto una «battaglia politica chiara e forte». «Ci dobbiamo preparare - ha sottolineato - nei prossimi giorni vedremo di proporre un incontro con altre regioni del sud per mettere in campo una risposta istituzionale forte, anche per verificare se i parecchi ministri campani diano cenni di esistenza oppure no». 

 

«C'è da riflettere», per De Luca, «sull'uso del modello operativo e sulla suddivisione dei capitoli» in merito all'utilizzo dei 209 miliardi di fondi europei. «Il modelli di gestione prevede l'impegno di decine di tecnici che dovrebbero utilizzare 209 miliardi - spiega - in questa ipotesi non si verifica un'accelerazione dei tempi di spesa ma una complicazione di tutti i problemi, pensiamo ai conflitti di competenza. Noi abbiamo avuto due modelli, il modello Genova, grande rapidità nell'esecuzione dell'opera, e un altro modello che non viene mai ricordato, il modello Napoli, le Universiadi, un evento in cui in dieci mesi abbiamo realizzato la ristrutturazione o fatto completamente 70 impianti sportivi in un contesto di assoluta trasparenza».

 

«Se è possibile fare opere pubbliche in tempi rapidi - domanda De Luca - perchè queste modalità operative non devono diventare modalità operative ordinarie delle istituzioni territoriali?». C'è poi un altro aspetto, per De Luca: «La divisione da parte del Governo in sei capitoli dell'uso dei fondi europei». In questi sei capitoli abbiamo «un capitolo sottofinanziato, la sanità con solo 9 miliardi, ed un altro assente. il turismo - conclude - no è una suddivisione accettabile dal mio punto di vista»

 

LA DIRETTA FACEBOOK

 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 11 Dicembre 2020, 16:21
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