Addio David Sassoli, presidente gentile che si batteva per i diritti di tutti
di Alessandra Severini

Addio David Sassoli, presidente gentile che si batteva per i diritti di tutti

Lo sguardo mite, il sorriso gentile, il tono di voce sempre pacato ma fermo. Lo ricordano tutti così amici, colleghi e avversari politici David Sassoli, scomparso ieri all'età di 65 anni nel centro di riferimento oncologico di Aviano, dove era ricoverato dal 26 dicembre.
Una morte inattesa, anche se il presidente del Parlamento Ue era stato già male a settembre, una bruttissima polmonite, non per Covid, che lo aveva costretto all'ospedalizzazione e ad una lunga convalescenza. Alla fine si è dovuto arrendere ad una grave complicanza dovuta a una disfunzione del sistema immunitario, Presidente del Parlamento europeo dal luglio 2019, prima eurodeputato Pd, prima ancora volto notissimo del Tg1.
Aveva iniziato la sua carriera di giornalista nella carta stampata, al Tempo poi al Giorno, infine in Rai dal 1992 dove divenne volto popolarissimo tra le famiglie italiane soprattutto per la conduzione del Tg1 delle 20. Nel 2009 abbraccia il progetto del Partito democratico appena nato e comincia la sua carriera politica da eurodeputato. Perché nell'Europa unita credeva fortemente, come credeva nella politica al servizio della gente, degli ultimi prima di tutto. Sassoli era nato a Firenze il 30 maggio del 1956 ma si era trasferito giovanissimo a Roma per seguire il padre, giornalista e parrocchiano di don Milani. Qui aveva frequentato il liceo classico Viriglio, dove conobbe Alessandra Vittorini, la donna che avrebbe sposato e dalla quale ha avuto due figli, Livia e Giulio. Amava il giardinaggio, le buone letture ed era grande tifoso della Fiorentina. I colleghi in Rai ricordano un giornalista che amava un mestiere al servizio della gente, i suoi compagni nel Pd lo sguardo schietto e aperto sul mondo.
Il cordoglio unanime e non di facciata anche dei suoi avversari riflette la lealtà del suo agire. Anche il mondo cattolico lo ha salutato con dolore: Sassoli era stato scout Agesci ed era cresciuto negli ambienti del cattolicesimo democratico. Non per niente il padre aveva scelto per lui il nome di David Maria in onore di padre David Maria Turoldo, frate poeta e antifascista. Dallo scranno più alto del Parlamento europeo aveva chiesto di non voltarsi dall'altra parte davanti a chi fugge dalle guerre e dalla fame e vede nell'Europa una speranza. Quell'Europa di popoli fratelli che Sassoli voleva aperta, inclusiva, solidale. Con dolore aveva visto e criticato la costruzione di muri ai confini dell'Ue, con determinazione aveva sempre provato a cercare il dialogo e il confronto.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 12 Gennaio 2022, 08:52
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