Il piccolo Daniele, ucciso da moto pirata: spunta un testimone. L'investitore ha tentato il suicidio

L'uomo, che non poteva guidare quello scooter di grossa cilindrata perché gli era stata revocata la patente, è stato convinto dal suo legale a desistere e a costituirsi

Il piccolo Daniele, ucciso da moto pirata: spunta un testimone. L'investitore ha tentato il suicidio

Emilio Pozzato, il 37enne che ieri a Cagliari ha travolto e ucciso, in sella ad uno scooter di grossa cilindrata, il piccolo Daniele Ulver, dopo la fuga ha tentato il suicidio. A convincerlo a desistere e a costituirsi è stato il suo legale, l'avvocato Riccardo Floris.

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Spunta un testimone oculare

«Ho dato la precedenza alla mamma, che attraversava sulle strisce pedonali col bambino sul passeggino, poi è arrivato lo scooter che ha travolto entrambi». Spunta un testimone oculare dell'incidente avvenuto ieri pomeriggio in via Cadello a Cagliari: dopo l'impatto l'uomo che si è dato alla fuga e dopo aver meditato il suicidio è stato convinto dal suo avvocato, Roberto Floris, a costituirsi alla Polizia stradale.

Gli agenti della Municipale di Cagliari, coordinati dal comandate Guido Calzia, al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica della tragedia, sono stati contattati da uno degli automobilisti incolonnati in via Cadello al momento dell'incidente. Tra oggi e domani sarà raccolta a verbale la sua testimonianza. Agli agenti ha già anticipato la parte saliente: ha raccontato di aver dato la precedenza alla mamma, che attraversava sulle strisce spingendo il passeggino con il bimbo. Poco istanti dopo l'arrivo dello scooterone e l'impatto fatale per il piccolo. Al suo avvocato, Pozzolo ha detto di non aver visto il passeggino perchè abbagliato dal sole.

Pozzato non poteva guidare quello scooter

Una volta arrestato, l'uomo è stato sottoposto ai test del sangue per alcol e stupefacenti, risultati negativi. In Procura si attende però l'esito di tutti gli accertamenti tossicologici sull'uomo. L'incidente era avvenuto ieri mattina, quando il passeggino su cui si trovava il piccolo Daniele è stato travolto dallo scooter guidato da Pozzato. Intanto, è emerso che l'uomo non avrebbe potuto guidare lo scooter di grossa cilindrata di proprietà di un amico perché la patente gli era stata revocata nel 2017 per un guaio con la giustizia.

Pozzato dopo la fuga ha tentato di uccidersi

Pozzato, che è scappato dopo avere investito il piccolo e la madre in prossimità delle strisce pedonali mentre era in fase di sorpasso, si è costituito nella caserma della Polizia Stradale, dopo avere parcheggiato lo scooterone Honda 750 nel quartiere di San Michele dove è stato recuperato e sequestrato dagli investigatori A convincerlo è stato l'avvocato difensore Riccardo Floris che lo ha rintracciato in un palazzone di via Castelli, dove abita, impedendogli di compiere un gesto irreparabile.

Bambino investito e ucciso, le indagini

Al legale ha raccontato di non aver visto il passeggino, ma solo la sagoma della donna, poiché abbagliato dal sole. Le telecamere di via Cadello - i cui video sono già stati acquisiti dalla Procura - avrebbero immortalato qualche immagine dello scooter in sorpasso, ma non il momento dell'urto. Oggi la pm Ginevra Grilletti deciderà se procedere con l'autopsia, ma è più probabile che si tratterà solo di un'ispezione necroscopica per poi riconsegnare alla famiglia la salma del piccolo per i funerali. 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 2 Febbraio 2022, 12:35
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