Il comico Dado denunciò le botte dall'ex della figlia ma senza prove: ora il pm chiede il rinvio a giudizio per diffamazione
di Enrico Chillè

Dado denunciò le botte dall'ex della figlia ma senza prove: ora il pm chiede il rinvio a giudizio per diffamazione

A Leggo il ragazzo, oggi maggiorenne, ha spiegato: "Ho vissuto un inferno per due anni e mezzo "

Stavolta c’è poco da ridere. Il comico e cabarettista Dado aveva raccontato di essere stato picchiato brutalmente dall’ex fidanzato della figlia, ma le indagini non hanno permesso di accertare quelle accuse. Insomma erano infondate. Era l’aprile del 2019 quando Dado, Gabriele Pellegrini in suo vero nome, aveva rivelato in un’intervista di aver riportato 30 giorni di prognosi per la frattura del naso, dopo essere stato colpito con un pugno in faccia da Federico Molteni, che all’epoca era minorenne.

 

 

 

Il ragazzo era l’ex fidanzato della figlia (quattordicenne) e secondo il comico si era reso protagonista in più occasioni di stalking, insulti e minacce, fino a rendere necessario il suo intervento in difesa della ragazza. Proprio durante un acceso confronto sotto casa, Dado sarebbe stato aggredito, ma secondo le indagini quel pestaggio così violento non sarebbe in realtà mai avvenuto. La posizione di Federico Molteni, difeso dall’avvocato Pasquale Landolfi, è stata infatti archiviata dalla Procura di Roma circa un mese fa. Per gli inquirenti, le accuse di Dado sono da ritenersi infondate perché il fatto non sussiste. E di fronte ad accuse così pesanti, tra l’altro diffuse a mezzo stampa tramite un’intervista su un quotidiano e poi in tv, il pubblico ministero non ha potuto far altro che procedere d’ufficio con una richiesta di rinvio a giudizio, a carico di Dado, per diffamazione aggravata. L’udienza è prevista per i prossimi giorni. Si attende quindi la decisione dei giudici per stabilire se Dado andrà o meno a processo, ma intanto per Federico Molteni è arrivata la fine di un incubo, quello di trovarsi descritto come un “mostro” e di rischiare dure conseguenze penali anche se innocente.

 

A Leggo il ragazzo, oggi maggiorenne, ha spiegato: «Ho vissuto un inferno per due anni e mezzo, mi sono ritrovato travolto da una bomba mediatica che mi ha rovinato la vita. Sarò presente in aula, per l’udienza, insieme alla mia famiglia, sono stato vittima di una menzogna pesantissima e mi sono sentito troppo a lungo impotente di fronte a un’ingiustizia».

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 8 Dicembre 2021, 12:34
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