Lucarelli, Mattia arrestato per stupro. Papà Cristiano lo difende: «Mio figlio innocente, ho letto le carte»

«Il processo mediatico era quello che ci spaventava, si rischia di dare giudizi troppo affrettati. Questa è solo una misura cautelare»

Mattia Lucarelli arrestato per stupro, papà Cristiano lo difende: «Mio figlio innocente, ho letto le carte»

Cristiano Lucarelli interviene a difesa di suo figlio Mattia, calciatore del Livorno, dopo l'arresto con l'accusa di violenza sessuale. «Eccomi. Pensavate che mi nascondessi, che scappassi, che non ci mettessi la faccia? Mi dispiace deludervi, ma la faccia ce l'ho sempre messa per tante cose, figuriamoci se non ce la metto per una cosa che ho creato io, per un ragazzo che ho educato e cresciuto io, trasmettendogli dei grani valori, dei valori di orgoglio, tolleranza, contrarietà alla violenza, soprattutto verso le donne», ha detto su Instagram Lucarelli, ex attaccante e ora allenatore.

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Cosa ha detto Lucarelli

«Se prima ero convinto che mio figlio fosse innocente, dopo aver letto gli atti rafforzo ancora di più l'idea - commenta ancora Lucarelli senior -, e inviterei con i commenti a stare calmi, perché siamo solo alle indagini preliminari. Il processo mediatico era quello che ci spaventava, si rischia di dare giudizi troppo affrettati. Questa è solo una misura cautelare dovuta, a detto di chi l'ha richiesta, al fatto che Mattia e l'altro indagato sono stati intercettati, senza saperlo, in una telefonata dove parlavano di un'ingiustizia, di uno scherzo, che non credevano a cosa stavano leggendo: da qui non si evinceva l'ammissione di colpevolezza, non si evincevano cenni di pentimento. Ma se io non ho commesso il fatto, perché durante una telefonata dovrei sentirmi colpevole?». «È una riflessione che dovremmo fare - conclude Cristiano Lucarelli -, perché anche io queste cose le ho sempre sentite in tv, quando ci sei dentro è tutto diverso».

 

L'intercettazione

«Se questa chiama la polizia c'inc... tutti». Sono le parole che il calciatore Federico Apolloni, arrestato per violenza sessuale insieme al compagno di spogliatoio Mattia Lucarelli, avrebbe pronunciato in uno dei video registrati dai giovani nella casa in zona viale Libia a Milano dove hanno violentato, secondo l'accusa, una 22enne studentessa americana. La frase è riportata nell'ordinanza del gip di Milano Sara Cipolla dove vengono riportati immagini e intercettazioni e dove emerge il dissenso della vittima. Il suo è un racconto «frutto di un processo di ricordo particolarmente doloroso ma non per questo impreciso o assurdo».


Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Gennaio 2023, 20:47
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