Crisi di governo, duello all'ultimo voto in Senato: è caccia ai "volenterosi"
di Alessandra Severini

Crisi di governo, duello all'ultimo voto in Senato: è caccia ai "volenterosi"

Giuseppe Conte supera il primo ostacolo, il più facile, quello del voto di fiducia alla Camera dei deputati. A suo sostegno hanno votato in 321 (maggioranza assoluta), 259 i no e 27 gli astenuti. Come nelle previsioni Pd, M5s e Leu si sono schierati al fianco del presidente del Consiglio, il centrodestra ha votato contro con l’unica eccezione del voto di Renata Polverini che ha anche annunciato l’addio a Forza Italia. Scheda bianca per Italia viva ma i 27 astenuti totali mostrano che al gruppo di Iv (composto da 30 deputati) mancano 3 voti. Le parole del capogruppo Rosato sono state piuttosto morbide, con una mano tesa al premier: «Questo Parlamento ha una maggioranza politica e numerica per andare avanti, se lei vuole presidente».

 

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Conte ha fatto appello a quelli che ha chiamato «volenterosi», quelli che hanno «a cuore il destino dell’Italia». Il premier non ha mai fatto il nome di Matteo Renzi ma, parlando di Italia viva, ha definito lo strappo «incancellabile» e fatto capire che con i renziani non c’è margine di dialogo: «Ora si volta pagina». Non a caso il premier ha promesso una legge elettorale proporzionale e assicurato che rinuncerà alla delega ai servizi segreti.

 


Gli occhi sono tutti puntati sul voto di oggi in Senato, dove il governo conta di avere una maggioranza relativa (tra i 151 ed i 155 voti), sapendo che comunque sarà necessaria una maggioranza assoluta per provvedimenti come lo scostamento di bilancio ed i ristori.
Il centrodestra garantisce che voterà compatto contro il governo. Ieri le parole della leader di FdI Giorgia Meloni («c’è un vergognoso mercimonio») sono risuonate durissime a Montecitorio mentre sia Forza Italia che Udc hanno ribadito dai loro gruppi non verrà nessun voto a favore di Conte. Ma il riferimento non casuale fatto dal premier ad una legge elettorale proporzionale potrebbe ingolosire qualche senatore di area centrista da sempre favorevole a una soluzione di questo tipo.

 


C’è poi qualche dubbio sulla tenuta del gruppo dei renziani. Ieri Renzi ha sentito a uno a uno i suoi parlamentari, invitandoli a rimanere compatti e «non cadere in provocazioni». Oggi l’ex sindaco di Firenze parlerà in Senato e solo il voto finale dirà chi, nel duello con Conte, uscirà vincitore.

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Gennaio 2021, 09:37
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