Cracco e lo scontrino da 41 euro, sui social insulti e critiche al cliente: «Potevi andare in un altro posto»

di Domenico Zurlo
Capita spesso che un turista vada in un ristorante e dopo un conto magari troppo alto faccia una foto allo scontrino e la posti sui social: spesso è un buon indicatore di quanto in una città o in un determinato locale ci si approfitti dei turisti spennandoli. Ma non è questo il caso, come possono facilmente indicare le reazioni al post stesso.

Cracco e lo scontrino esagerato: bufera sul web

Parliamo del caso, emerso ieri, del conto da 41 euro per tre spremute d’arancia e due bottiglie d’acqua al bar di Cracco in Galleria a Milano: 9 euro per una spremuta, 7 euro per una naturale. Prezzi certamente altissimi, ma cosa ci si può aspettare se si sceglie di consumare proprio in quel bar e proprio in quella zona di Milano, in pieno centro?



Non è un caso se i commenti siano quasi tutti dello stesso tenore. «La colpa è di chi ci va, ma che ha di speciale? Che fanno di tanto buono che non si può fare a casa? Ti fanno pagare uno sputo nel piatto», dice un utente. «Ma di cosa si lamenta la gente? Molto semplice, basta non andarci», scrive una ragazza. «O si va e si spende e si sta zitti o non ci si va», un altro commento. E ancora: «Se scegli di andare in un hotel a 5 Stelle paghi per un hotel a 5 Stelle, senza che ti lamenti su Facebook dopo esserci stato».
 

E quindi il cliente insoddisfatto, pensando forse di “trollare” la Rete indirizzando strali di sdegno verso Cracco e il suo bar, è stato invece vittima lui stesso di insulti e critiche. D’altronde, come spiega il Corriere della Sera, i prezzi delle consumazioni sono regolarmente riportati nel menu del locale: quindi chi entra, sa che può pagare una spremuta 9 euro, o una bottiglia d’acqua 7 euro. Che poi si tratti di un posto decisamente caro, è fuori di dubbio: ma perché andarsela a cercare?
Ultimo aggiornamento: 19:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA