Bus e metro stracolmi, rischio contagi. Conte ammette: «Situazione critica»
di Valeria Arnaldi

Bus e metro stracolmi, rischio contagi. Conte ammette: «Situazione critica»

In attesa alla fermata del bus o sulla banchina della metropolitana. Poi, a bordo, stretti, come documentano foto - e lamentele - di più viaggiatori. I mezzi pubblici sono spesso affollati. E fanno paura. Un'indagine sulla salute post Covid, promossa da Confindustria Dispositivi Medici e realizzata da Community Research & Analysis, ha rivelato che l'82,3% degli italiani ha timore di potersi contagiare.

 

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Al vertice dei luoghi ritenuti meno sicuri, proprio i mezzi pubblici, con il 29,2%, dato che al Sud sale al 33,30%. Il nuovo Dpcm, per il trasporto pubblico locale conferma «un coefficiente di riempimento dei mezzi non superiore all'80% dei posti consentiti dalla carta di circolazione dei mezzi stessi», con possibilità di andare oltre solo in caso «sia garantito un ricambio di aria e un filtraggio della stessa» con strumenti di aerazione «preventivamente autorizzati dal Cts».

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Il Comitato tecnico sientifico ribadisce «l'assoluta necessità» di controlli anche «per la prevenzione degli assembramenti» dovuti al mancato rispetto del limite. Inevitabili le polemiche. «È una situazione sicuramente critica quella dei trasporti - commenta il premier Giuseppe Conte - perché al di là degli sforzi del contingentamento è chiaro che ci sono momenti di affollamento. Dobbiamo evitarli, continueremo a monitorare la situazione e a investire per garantire la sicurezza». Prevedere ulteriori tagli, però, per gli esperti, sarebbe impossibile. Simulando una capienza giornaliera al 50%, stando a uno studio Asstra, «si impedirebbe a circa 275mila persone al giorno di beneficiare del servizio», generando potenzialmente «da oltre 42 mila a oltre 250 mila spostamenti in auto in più ogni giorno solo nelle ore di punta mattutine». Il problema c'è, si vede e rimane.


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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 14 Ottobre 2020, 12:22
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