Covid, lo studio sulla mortalità: «Più influenzata dalla carenza di posti letto che dall'età media»

Covid, lo studio sulla mortalità: «Più influenzata dalla carenza di posti letto che dall'età media»

Covid, lo studio dal risultato inaspettato: sulla mortalità influisce più la disponibilità di posti letto che l'età media dei singoli paesi. È quanto emerge da un'indagine condotta dal sindacato di medici Anaao Assomed, su dati relativi ai primi otto mesi del 2020 di vari paesi europei.

 

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Lo studio: «Con meno posti letto, più mortalità»

Un posto in letto in meno ogni 1000 abitanti fa corrispondere un aumento del 2% della mortalità da Covid. Un dato emerso dalle conclusioni dell'indagine condotta da Carlo Palermo, segretario nazionale dell'Anaao e da Chiara Rivetti, segretario piemontese del sindacato medico, su dati eleborati da Giuliano Antoniciello, ricercatore dell'Università di Padova. Secondo lo studio Paesi come la Germania o la Bulgaria, dove i posti letto per 1.000 abitanti sono tra i 7 e gli 8, hanno avuto un aumento della mortalità quasi nullo, mentre il Portogallo o i Paesi Bassi, con circa 3 posti letto per 1.000 abitanti, hanno avuto aumenti vicini al +10%. Tra i Paesi nei quali l'aumento è stato maggiore ci sono l'Italia (che si attesta a +17%), la Spagna, (+18%) e il Regno Unito (+22%).

 

Mortalità Covid, la carenza di posti letto influisce più dell'età media

La popolazione di Italia e Spagna ha un'età mediana più alta (rispettivamente 47,9 e 45,5 anni) di quella del resto della popolazione europea (42,7 anni), ma non il Regno Unito (40,8 anni). Il fattore più rilevante per l'aumento della mortalità generale che accomuna questi tre Paesi sarebbe, secondo lo studio, la scarsità di posti letto negli ospedali. «Se da un lato, a questi risultati particolarmente negativi ha contribuito l'età più elevata della popolazione, non si può negare che la disponibilità di posti letto (compresi quelli nei reparti di terapia intensiva) abbia giocato un ruolo significativo nel determinare l'aumento della mortalità», commentano da Anaao Assomed. In Italia, i posti letto per acuti per 1.000 abitanti sono diminuiti dai 4,71 del 2010 ai 3,14 del 2018, una riduzione del 33% in 8 anni.

 

Covid, i dati sulla spesa sanitaria

Sul fronte della spesa sanitaria, secondo il rapporto Health at a Glance Europe 2020 dell'Ocse, l'Italia ha una spesa sanitaria (pubblica e privata) pro capite che, a parità di potere d'acquisto, si attesta nel 2019 a 2.473 euro (a fronte di una media Ocse di 2.572 euro) con differenze rispetto a Francia e Germania che, rispettivamente, segnano valori di spesa sanitaria pro capite di 3.644 euro e 4.504 euro. Da notare come di questi 2.473 euro pro capite in Italia, il 25%, sempre secondo dati Ocse, è rappresentato da spesa privata.

 

Mortalità nel 2020, non solo Covid ma pesano gli effetti della pandemia

Sull'aumento di mortalità nei primi otto mesi del 2020, in Italia e non solo, non contribuisce solo il Covid. Nei dati, però, pesa molto l'emergenza pandemica. «L'aumento di mortalità registrato - proseguono da Anaao Assomed - è in larga parte attribuibile alla malattia Covid-19 ma sicuramente pesa anche l'aumento di mortalità per tutte le altre cause: la sospensione dei controlli per le malattie croniche, il rinvio degli screening e degli interventi non urgenti, la riduzione di accesso alle cure per timore del contagio hanno determinato decessi e ne determineranno ancora per molto tempo».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 1 Marzo 2021, 21:44
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