Speranza e Figliuolo: «Terza dose ok per tutti. Picco tra dicembre e febbraio». Locatelli: pillola Merck presto in Italia

«Dobbiamo recuperare sulle prime dosi e accelerare sulle terze dosi, raccomandate a fragili, over 60 e a coloro che hanno avuto il monodose J&J»

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di Domenico Zurlo

Dopo l'allarme dell'Oms sull'Europa ancora in balia della pandemia di Covid-19, questa mattina il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito che la situazione va tenuta sotto controllo: «Nel quadro europeo i numeri dell'Italia si possono considerare tra i migliori ma è evidente che allarme dell'Oms va considerato con la massima attenzione e ci richiede di insistere con la campagna di vaccinazione», ha detto Speranza durante la conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi sulla prosecuzione della campagna vaccinale.

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Al fianco di Speranza, il commissario all'emergenza Covid e responsabile della campagna vaccinale, il generale Francesco Paolo Figliuolo. «Lavoreremo dalla prossima settimana per allargare la dose booster anche ad ulteriori fasce generazionali», ha detto Speranza. «Dobbiamo ancora recuperare sulle prime dosi e accelerare sulle terze dosi, raccomandate a tutti i fragili indipendentemente dall'età e a coloro che hanno avuto il monodose J&J e per gli over60».

«L'87,7% degli italiani è immunizzato dal Covid-19»

A stamani «l'86,45% ha fatto la prima dose di vaccino e l' 83,3% delle persone vaccinabili che hanno completato ciclo primario e stiamo accelerando anche sulle terze dosi», ha aggiunto il ministro. «Siamo all'83,3% di vaccinati con ciclo completo, circa 45 milioni di cittadini. Coloro che hanno fatto almeno una dose sono oltre 46 millioni pari all'86% a cui possiamo sommare i 600 mila guariti: questo ci porta all'87,7% di persone che hanno una qualche copertura», ha aggiunto Figliuolo. «Il ministro Speranza ha già detto che ci potrà essere ampliamento della platea» delle categorie da vaccinare per la terza dose, per altre fasce di età, ha detto ancora il commissario al centro polifunzionale di Palazzo Chigi. 

«Regole funzionano. Il green pass non cambia»

«Le regole di cui disponiamo funzionano: in questo momento l'Italia è tutta bianca e il cambio di colore avviene sulla base dell'occupazione ospedaliera e ora nessuna Regione è in condizioni per uscire dall'area bianca. Credo che se continuiamo a investire sulla campagna di vaccinazione potremo avere uno scudo per gestire al meglio la stagione autunnale e invernale che è quella più critica per i virus. Inoltre vige l'obbligo delle mascherine al chiuso e l'obbligo all'aperto qualora ci sia rischio di assembramenti». Così il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

«Il green pass è uno strumento decisivo per il controllo epidemico perchè rende più sicuri i luoghi in cui è utilizzato ed ha avuto un effetto incentivante per la campagna di vaccinazione. Quindi l'intenzione del governo è continuare ad utilizzare questo strumento decisivo e non sono all'ordine del giorno delle modifiche rispetto alla modalità di utilizzo del Green pass». Così il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa a Palazzo Chigi. «A stamani sono stati scaricati 117 milioni di green pass, e questo numero dà il senso di uno strumento che gli italiani hanno imparato ad utilizzare ed apprezzare».

Figliuolo: terze dosi per tutti, picco tra dicembre e febbraio

«Per il 2022 abbiamo già opzionato dosi tali per cui siamo i grado di effettuare la terza dose a tutti quelli che hanno completato qualsiasi tipo di ciclo vaccinale, quindi anche ad alte cifre. Di quelle dosi ce n'è una quota parte che sarà messa a disposizione dei Covax», ha detto Figliuolo. «Siamo in grado di assicurare a tutti i cittadini le dosi che devono essere somministrate». «Ieri abbiamo superato le 110mila terze dosi effettuate. Il picco quotidiano di terze dosi di vaccino somministrate che ci aspettiamo, lo avremo tra dicembre e febbraio. In molte regioni sono stati razionalizzati gli hub, ma questa è una scelta condivisa con noi: non avremo più i picchi della vecchia stagione, non arriveremo mai sopra le 350mila somministrazioni al giorno di picco massimo».

Le parole di Locatelli: «Pandemia dei non vaccinati»

«Il ministro tedesco ha parlato di pandemia dei non vaccinati: ci troviamo in un momento in cui il rischio di sviluppare la patologia grave e fatale è significativamente diverso tra chi è vaccinato e chi non lo è», ha detto il coordinatore del Cts Franco Locatelli, aggiungendo che «abbiamo il 9% in più dei vaccinati rispetto alla Germania, un successo della organizzazione e della sensibilità popolazione italiana». «Terza dose è sicura e io stesso l'ho ricevuta senza problemi», ha aggiunto Locatelli.

«È evidente che ci troviamo di fronte a uno scenario epidemiologico composito, dove il rischio di essere infettati e sviluppare una patologia grave tale da richiedere il ricovero in rianimazione, è significativamente diverso tra chi è vaccinato e chi non lo è. L'analisi dell'Iss ha documentato che nel Paese fino ai 59 anni di età nessuno dei vaccinati è stato ricoverato nelle terapie intensive, nella fascia 60-79 c'è un rischio 21 volte superiore e oltre gli 80 anni 8 volte superiore di finire in terapia intensiva per i non vaccinati. Anche nel nostro Paese, pur sottolineando il ministro quanto la situazione italiana sia marcatamente favorevole rispetto a tutti i Paesi europei, è evidente che c'è un lavoro da continuare e sviluppare».

Guardando alla situazione europea, Locatelli ha confrontato la situazione italiana con quella tedesca. «Rispetto alla Germania abbiamo il 9% in più di vaccinati sull'intera popolazione, va rimarcato il successo della campagna vaccinale e l'adesione da parte degli italiani», ha aggiunto. «Bisogna incrementare la vaccinazione in chi non l'ha fatta ed è importante sottoporsi alla terza dose come protezione» per fragili, anziani e personale medico. «Vanno evitati assembramenti e partecipazione a feste» se non ci sono mascherine e il rischio circolazione virus è importante«. «L'Aifa si è già attivata per acquisire una quantità adeguata del farmaco antivirale orale per il Covid-19 molnupiravir, autorizzato in Gran Bretagna. Ciò al fine che anche l'Italia possa avere a disposizione anche questa arma».

«Le società scientifiche terze hanno preso posizioni favorevoli a favore della vaccinazione per la popolazione pediatrica: c'è una quota piccola ma non irrilevante che, colpita dal virus, necessita di ricovero, talvolta in terapia intensiva, poche decine hanno perso la vita e alcuni non avevano patologie concomitanti. Lo studio ha confermato il profilo di sicurezza del vaccino e io credo che sia quasi improprio parlare di un rapporto benefici-rischi in una situazione in cui le miocarditi, dopo il vaccino, hanno solo formi lievi e reversibili mentre il rischio di svilupparle è molto più grave ed irreversibile dopo aver avuto il Covid. Poi c'è il beneficio di poter mantenere con maggiore probabilità una serie di strumenti formativi ovvero la scuola: inutile che ci lamentiamo dei risultati dei test Invalsi se poi non garantiamo la presenza a scuola».

È prevista attorno al 15 dicembre la conclusione della revisione che l'Agenzia europea del farmaco Ema sta conducendo sul vaccino Pfizer/BioNTech per la fascia d'età 5-11 anni; «poi il tempo tra approvazione Ema e Aifa è molto piccolo», ha detto ancora Locatelli, aggiungendo che nella popolazione pediatrica la dose è di un terzo rispetto alla dose impiegata per gli adulti. «Questo è stato il paese che ha investito sulla facoltatività e la gratuità della vaccinazione, la si è offerta come una opzione, non ha caso ho usato la parola di opzione per la fascia 5-11 anni - ha proseguito Locatelli - certo conto molto sul lavoro di persuasione dei miei colleghi pediatri, una cultura della vaccinazione deve permeare il Paese, ci ha consentito di eradicare il vaiolo, la poliomelite, il morbillo e tante altre malattie. Il ruolo dei pediatri sarà fondamentale, basta sviluppare il dialogo che, grazie alla scienza, non è difficile persuadere».


Ultimo aggiornamento: Sabato 6 Novembre 2021, 10:59
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