Covid, il sì dell'Aifa alla terza dose di vaccino. Per immunodepressi, anziani e ospiti Rsa

Covid, il sì dell'Aifa alla terza dose di vaccino. Per immunodepressi, anziani e ospiti Rsa

Via libera alla terza dose della vaccinazione anti-Covid: è il parere della Commissione tecnico scientifica dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) che sottolinea come la priorità sarà data ai soggetti immunodepressi nella nuova fase della campagna vaccinale. In serata è arrivata la comunicazione ufficiale da parte della stessa Aifa che si è riunita in un Cda straordinario.

 

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In particolare, la terza dose sarà somministrata ai soggetti immunodepressi, trapiantati, grandi anziani, ospiti delle Rsa e sanitari a maggiore rischio (ad esempio se in attività nei reparti Covid). Per i richiami, il Cts Aifa comunica che verranno utilizzati i vaccini a mRna, ovvero i vaccini Pfizer e Moderna. La terza dose dovrebbe essere somministrata «almeno dopo 28 giorni» dalla seconda dose per quanto riguarda i soggetti immunodepressi ed i trapiantati. Il richiamo andrebbe invece effettuato «almeno dopo sei mesi» per le altre categorie indicate, ovvero grandi anziani, ospiti delle Rsa e personale sanitario a rischio. 

Il cronoprogramma prevede entro fine anno, probabilmente a dicembre, la terza dose agli anziani over 80 e all'inizio del prossimo anno, tra gennaio e febbraio, agli operatori sanitari. L'indicazione dell'Aifa di  procedere partendo proprio dai più fragili è una scelta già condivisa in queste ora in Europa, in Spagna e in Israele. 

 

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E le Regioni accolgono positivamente la proposta. 

«Se le autorità preposte danno l'ok, noi ci siamo. Mi auguro che la decisione possa essere presa il prima possibile perché prima si parte meglio è» fa sapere il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. «Farò la terza, la quarta, la quinta ed anche la sesta dose, se sarà necessario» ha sottolineato il presidente della Campania, Vincenzo De Luca.  

«La terza dose è una buona idea» afferma Anthony Fauci, il più celebre immunologo americano.

Un nuovo studio della Yale School of medicine ha cercato di individuare i pazienti a più alto rischio di infezioni covid "breakthrough", ossia che avvengono in persone già vaccinate. Si tratta di casi «estremamente rari», spiega il rapporto pubblicato sulla rivista "Lancet Infectious Disease", ma tra questi, la maggior parte delle infezioni reputate più gravi sono apparse in anziani di eta' media 80.5 anni e che presentano altri fattori di rischio, quali obesità o diabete.

medici, che sono stati i primi a ricevere i vaccini a partire dagli ultimi giorni del dicembre scorso, riceveranno la terza dose a partire dal prossimo anno. Al momento sono 644, secondo un aggiornamento della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), che stima che i non ancora vaccinati siano 1.500: una percentuale dello 0,3%. 

«Stati Ue procedano se ritengono necessario»: anche l'Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha dato il "via libera" lasciando però la scelta finale ai singoli governi. 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 10 Settembre 2021, 16:47
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