Covid, domani protesta dei ristoratori. Vissani: «Prima di decidere zona rossa governo dia soldi per i fornitori»

Covid, la protesta dei ristoratori. Vissani: «Prima di decidere zona rossa governo dia soldi per i fornitori»

Temono un nuovo lockdown i ristoratori, esercenti di bar e pasticcerie, ma anche gli stessi habitué del rituale festeggiamento fuori casa, per il pranzo di Natale. Secondo una stima Uiv-Ismea, le case che producono spumanti dovrebbero mettere a segno il 35% di tutto il loro fatturato annuo.

 

Un nuovo fermo, quasi senza preavviso, dicono, per chi ha in ballo ordinativi di pesce, tartufi e prelibatezze fresche con i grossisti e per imprenditori che non sanno ancora se poter accettare o dover annullare le prenotazioni per i sontuosi menu di Natale e Capodanno. Si apre il rischio-bancarotta per il comparto ho.re.ca che contro questa nuova mannaia da Covid manifesterà domani nel cuore della Capitale: «Non siamo untori, vogliamo lavorare» dicono gli imprenditori della somministrazione chiedendo credito, fiscalità di vantaggio e moratoria dei mutui.

 

 

Per il comparto horeca, che in Lombardia solo domenica ha visto la riapertura di bar e ristoranti, questi stop and go suonano come una beffa e non permettono una programmazione, dal banco-frigo ai tavoli. Solo sabato Carlo Cracco annunciava ai clienti «vista la chiusura dell'ultimo periodo abbiamo deciso di stare aperti tutti i giorni, compresa Vigilia, Natale e Capodanno». Ora le luci in Galleria a Milano rischiano di nuovo di spegnersi. E per sabato 19 il tristellato Niko Romito ha annunciato l'apertura di Bomba temporary store a Pescara, ma anche su questa inaugurazione ora cade l'incertezza. «Siamo basiti da queste ipotesi» dice Roberto Wirth, proprietario e general manager dell'Hotel Hassler di Roma - che non tengono conto del fatto che proprio nei ristoranti e negli alberghi sono rispettate al massimo le prescrizioni sanitarie. Contiamo che il buon senso prevalga: la gente ha voglia di celebrare il Natale e il Capodanno almeno con pochi cari e qui all'Hassler tutto è pronto per accogliere gli ospiti in maniera totalmente sicura. Invitiamo piuttosto le forze dell'ordine a effettuare i controlli in modo tale che tutti siano spinti a rispettare rigorosamente le direttive governative».

 

 

 

«Vogliono richiudere i ristoranti per le feste di Natale? Prima di deciderlo il Governo ci invii i soldi per salvare le nostre aziende, pagare i dipendenti e i fornitori», tuona dall'Umbria Gianfranco Vissani, maestro della cucina italiana e fondatore di Casa Vissani. «Quello che sta accadendo è una vergogna», aggiunge. Oltre a invocare il taglio delle bollette per energia, acqua e carburanti, adesso i Vissani, padre e figlio, chiedono certezze e lanciano una provocazione. «Questo sarebbe il momento - ha detto Luca Vissani - di dare vita a una grande manifestazione di protesta. Per Natale e Capodanno tutti i ristoranti d'Italia dovrebbero decidere di restare aperti».

 

Non meno attonito, a Roma, il bartender italo-irlandese Patrick Pistolesi che ha investito insieme ai soci nel Drink Kong, locale che in due anni è entrato nell'ambita classifica The World's 50 Best Bar 2020. «Non me lo aspettavo questo tradimento a chi fa impresa. E dopo la chiusura alle 18 che è una Caporetto, ora ci vogliono mettere in ginocchio», ha detto Pistolesi. Intanto il gruppo Ristoratori Toscana, col presidio a oltranza avviato oggi a Firenze chiede alla Regione sostegno economico per superare questa fase di difficoltà.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 Dicembre 2020, 22:21
© RIPRODUZIONE RISERVATA