Covid e Natale, gli epidemiologi lanciano l'allarme: «In cinque regioni rischio incidenza a 250 tra due settimane»

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Entro un paio di settimane cinque regioni rischiano di superare l'incidenza di 250 casi per 100mila abitanti, e altre otto l'incidenza di 150 casi per 100mila. Sono le allarmanti stime del Gruppo di Lavoro MADE dell'Associazione Italiana di Epidemiologia diffuse insieme a un position paper che contiene cinque raccomandazioni per la gestione dell'attuale fase pandemica.

L'indice di replicazione diagnostica (RDt) a livello nazionale sui dati del 13 novembre «è pari a 1,42 e superiore all'uno in tutte le regioni». Questo indica «una significativa accelerazione nella diffusione dei contagi che, a parità di condizioni, potrebbe portare tra due settimane 5 regioni a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100.000 e altre 8 sopra 150 casi per 100.000», scrivono gli epidemiologi.

Green pass verso una stretta?

«Sono d'accordo con ogni misura utile a far sì che non si torni più in situazione drammatica, seppure non sarà mai paragonabile a un anno fa. Chi non si vaccina deve prendere in considerazione il danno enorme che il suo comportamento fa a tutti gli altri, incluso il tema del peso economico finanziario». Così Sandra Zampa, responsabile salute del PD e consulente del Ministero della Salute, ad Agorà su Rai Tre, rispetto alle ipotesi di una stretta sul green pass che vada nella direzione di una sua obbligatorietà o all'esclusione dell'uso di tamponi. I motivi di questa posizione sono dettate dalla necessità di tutelare la salute, e non solo.

Le regioni, ha aggiunto Zampa, «iniziano ad avere difficoltà a seguire i costi di questa epidemia, le regioni hanno tirato fuori più di 8 miliardi e ne hanno ricevuto circa la metà. Bisogna correre immediatamente per la somministrazione della terza dose. Dobbiamo ripartire con lo slancio visto per la somministrazione della prima dose». Sulla vaccinazione di bimbi dai 5 anni in su, «quando l'Agenzia Europea dei medicinali dirà la sua- conclude - e tutto lascia pensare che il parere sarà favorevole, sono i pediatri di libera scelta che devono fare la loro parte, devono essere il veicolo di comunicazione e convincimento presso i genitori».


Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Novembre 2021, 14:57
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